lunedì 21 dicembre 2009

Epiphany

Oggi, 21 Dicembre 2009, mentre parlavo con un mio collega via messenger circa la sua vita privata, ho avuto l'Illuminazione.

L'Amore si fa.

Banale? Forse.
Ma e' un concetto potente, che deve ancora radicarsi ben bene in me.

Perche' anche io sono stata tirata su con tutte quelle scemate sul Principe Azzurro, poi il Colpo di Fulmine, piu' recentemente il "The One" e il "when you know, you know" (in merito alla fatidica proposta di matrimonio).
Sono stata imbrogliata.

L'Amore si fa.

Con le litigate, i compromessi e i rospi ingoiati.
Col sudore e col sacrificio.
Con la costanza di un navigante che deve tenere la barca nella rotta a forza di colpi di timone.

Il vissero felici e contenti non esiste, non in una societa' come la nostra, ed essere in grado di non mollare tutto all'ennesimo colpo di vento e' il traguardo piu' importante da raggiungere.

E forse, in questo, la mia generazione ha proprio perso.

venerdì 4 dicembre 2009

Leveraging

Sta mattina sono sola sola in ufficio.
Presa dall'ispirazione momentanea, scrivo- che poi magari mi passa e poi non torna piu per settimane.

Nella azienda in cui lavoro, si fa leva sulla diversity.
Questa cosa e' stata presa molto sul serio dal mio dipartimento- 200 persone, provenienti da 40 Paesi in giro per il mondo. Anche paesi "lontanissimi", di cui io ignoravo l'esistenza fino ad un anno fa- tipo Trinidad e Tobago.

Di questi 200 colleghi, 5 sono diventati i miei "amici"- quelli con cui vado a pranzo, faccio le pause caffe' e esco nei week end per intenderci. E siamo molto diverse anche noi: una italiana, un polacco, una turca, uno scozzese e un tedesco.

Ieri sera pensavo che questa cosa, questo essere 5 persone provenienti da 5 Paesi diversi, io ormai la do per scontata. Ma in realta' credo sia una cosa davvero straordinaria.
Fondamentalmente, io, ogni giorno, imaparo qualcosa di nuovo. Che sia un modo di dire, una tradizione o un piatto tipico. Ci si scontra e ci si incontra continuamente.

Ecco, io mi auguro che questa sia la direzione verso cui il mondo andra'. Che mio figlio, fin dall'asilo venga a contatto con culture diverse, che mi torni a casa dicendomi "ciao", che ne so, in coreano, che vada a festeggiare la fine dal ramadan e inviti a casa gli amici per il 25 aprile.

Perche' essere open-minded non significa perdere le proprie radici, ed essere cittadini del mondo non significa non essere orgogliosi della propria cultura.
Anzi.

Ora che ho scritto questo post politically correct, torno a lavoro.
Soddisfatta di essermi un po' sfogata :)

giovedì 3 dicembre 2009

e il non essere in grado..

Ultimamente il ritmo in ufficio e' piuttosto basso, direi tendente alla noia.
O forse sono io che, dopo un'estate di fuoco e poche vacanze, sono quasi del tutto senza energia.

Per fortuna c'e il calendario dell'avvento che mi hanno regalato, che mi sprona a resistere.
Manca poco a tornare a casa e respirare l'odore vero del Natale. In famiglia, intervallato da numerosi aperitivi/caffe' con gli amici di sempre, rilassato e rigenerante.

Tra una pigra mail e l'altra, sto vagabondando molto tra vari blogs. Ne ho trovati alcuni davvero ben fatti, che mi prendono, quasi fossero dei veri e propri libri.

E mi rattristo per il mio, di blog.

Dove e' finita quella bambina a cui piaceva tanto scrivere poesie, favole e diari?

I miei studi tecnici mi hanno cambiata, mi hanno ingrigita.

E sebbene legga comunque tanto, e abbia anche tante cose da dire, davanti allo schermo ho proprio un blocco. Tutto cio che mi viene da dire mi sembra totalmente non interessante.

E va beh.
Mi accontento di buttare giu qualcosa ogni tanto e aggiornare cosi' gli amici che ho per il mondo, che reclamano posts.

Intanto continuo a leggere ed essere affascinata dalle capacita' altrui.

martedì 17 novembre 2009

e se....?

Quando si prendono delle decisioni importanti nella vita, soprattutto se abbastanza repentine, e' come se tutto ad un tratto si desse una svolta brusca al corso normale delle cose.
Come un fiumiciattolo che incontra un sasso e allora devia e inizia a seguire un altro percorso, non pianificato, a volte anche piu' impervio di quello di prima...

E ti trovi a volte a chiedere a te stessa "E se quel giorno, a quella determinata ora, avessi deciso diversamente, ora dove sarei? Che farei? Sarei piu' felice?"

Un po' alla sliding doors...

E ogni tanto da una fitta al cuore.

domenica 23 agosto 2009

Colonia non è per tutte le stagioni

Secondo me ognuno di noi ha degli stereotipi per le varie stagioni. E su questo si basa il proprio sentirsi "comfortable" in un determinato posto.

Io, per esempio, mi sento perfettamente mio agio nella mia nuova città da Gennaio fino a Maggio mentre da Giugno in poi iniziano i "dolori".

Colonia, infatti, mi da tutto quello che mi aspetto debba darmi un vero inverno: il freddo intenso ma secco, la necessità di andare in giro con gli scarponcini col pelo, la neve improvvisa all 6 di mattina, i bar affollati di gente perchè fuori non si puo passeggiare, il lago ghiacciato...e cosi via. Per cui Colonia in questo è fantastica e supera di gran lungo la mia hometown (con le pioggerelle sceme e prive di senso).

Però...

..in estate è proprio un po' deprimente.
Perchè io da giugno in poi vorrei seguire il mio istinto da italiana e andare in giro con i capelli bagnati, con la pelle che tira per il sole del sabato e della domencia al mare. Vorrei poter andare a mangiare il cocco, uscire anche solo per un gelato e sentire nell'aria che è estate.
E questo Colonia non me lo da.
Le temperature oscillano dai 30 ai 20 gradi in uno stesso giorno, il sole c'è ma è tedesco per cui non mi abbronzo, la sera non c'è troppo movimento perchè gli studenti sono tutti tornati a casa e chi lavora ha gia dato...
Sicchè è arrivato fine agosto che non mi sono nemmeno accorta di essere in stagione balneare.

Eh va beh, non si puoi avere tutto dalla vita.

Il prossimo anno vorra dire che emigro al caldo come le anatre.


domenica 19 luglio 2009

La domenica passa, ragazza non fuggire..

Oggi avevo programmato di andare a Amsterdam in giornata, ma questa mattina sono stata troppo pigra per alzarmi alle 7 e quindi ho lasciato andare C. e A. da soli.
Ho dormito fino all 12.30, poi una bella colazione/pranzo e un po' di sano facebooking.
Ora ho da fare una lavatrice di colorati, una di bianchi e stirare ciò che ho lavato due settimane fa, però sono proprio rilassata.
Ho avuto talmente tanto lavoro recentemente, che trovare del tempo per prendermi cura di me e della mia casa mi da quasi un senso di serenità!

Più tardi forse un film a casa di N. (probabilmente Amor y Perros) e poi una cena con C. e A. di ritorno dalla gitarella.

Nonostante tutti i miei amici siano oggi al mare a farsi ben bene abbrustolire e io sia qui a combattere con le folate di vento a 17 gradi, sono proprio contenta.
Durerà giusto giusto 20 h, perchè domani sono di ritorno in ufficio dove mi aspetta il solito caos.
Ma non pensiamoci e godiamoci questa domenica pigiamosa, da donna di casa...


martedì 7 luglio 2009

mah?!

Dove e' finito Giugno??
Io credo di essermelo perso. Tra training, week end a Frankfurt, esame di stato e ritorni a casa.
E' volato e io non me ne sono accorta. Anzi, il mio io non se ne e' accorto-il mio corpo si.
Sono stanchissima.
E io che credevo che i giugno di fuoco potessero diventare un ricordo lontano dopo la laurea.

Sono a Pescara.
Business trip di lavoro pesante.
Mi scontro con i miei connazionali.
E' il comple del Pego e io non posso portargli le paste come al solito.
E' estate ma le 4 ore libere dopo l'ufficio non sono sufficienti per farmene rendere conto.

Pero'..
Ho prenotato la vacanza a Istanbul per fine Agosto;
Ieri sera ho riguardato "mio fratello e' figlio unico" che mi e' ri-piaciuto tantissimo;
In Germania ho qualcuno a cui ritornare, e scendere dall'aereo e' decisamente piu piacevole;
L'opzione "mollo tutto e mi iscrivo a filosofia" (che piu' volte ho preso in considerazione nei miei anni universitari) e' ancora possibile

Per cui rimaniamo positivi...
Ce la possiamo fare.

venerdì 29 maggio 2009

i momenti perfetti

...il tramonto guardando Ayers Rock;
...il cielo rosa fucsia dell'alba di Pahia, Nuova Zelanda;
...l'autobus che mi riporta a casa dalle lezioni a Urbana;
...piazza dei Miracoli nella luce estiva delle 19.00 dopo un esame;
...il sole del mattino di Praga sul cuscino;
...il primo odore di estate;
...le foglie oro che si alzano al passaggio della nostra macchina nell'andare a Colonia a cercare casa;
...il bianco ovattato della mia prima giornata di lavoro;
...il creupuscolo degli Emirati Arabi;
...il cielo terso senza nuvole di oggi;
...il mio divano in cucina, le gambe raccolte, il vento che muove il salice davanti a me di adesso.



lunedì 25 maggio 2009

il rispetto del tempo

Il mio amico G. più volte mi ha scritto che devo avere rispetto del tempo.
E ha ragione.
Ma io non ci riesco.

Io sono una che vorrebbe gia sapere come va a finire quando è nel mezzo di una certa situazione, vorrebbe già sapere con chi si sposa e quando e dove vivrà fra 3 anni. Perhcè sono cuiriosa ma soprattutto perchè odio aspettare. E sono ansiosa. E quindi nell'ansia del futuro, non mi godo il momento (anzi mi sento sempre di corsa) e vivo molto più di ricordi.

Ma come cambiare in una società in cui non si può più prendere un volo all'ultimo minuto ma lo si deve prenotare con largo anticipo per poter risparmiare, in cui a lavoro ti chiedono oggi di scrivere dove ti vedi tra 6 anni, in cui l'agenda è un mezzo indispensabile per fissare tutti i mille progetti a cui devi dare una giusta concatenazione temporale?
Non si può. O almeno io non ce la faccio.
E quindi pianifico, pianifico, pianifico. Poi non importa se le cose non vengono proprio come avevo pensato. L'importante è pensare alle cose. Essere proattiva. 

Da questa descrizione uno mi direbbe restia al cambiamento.
E invece no.
Perchè se cado nella routine io mi annoio.

.... sono complicata. Anzi "impegnativa", come mi definisce mia mamma. 






venerdì 22 maggio 2009

a volte basta poco

...un parco, un barbeque improvvisato, un po' di riso freddo.
...una decina di colleghi/amici, beer pong, e il caldo della primavera

a volte basta davvero poco´per sentire che non si tratta di qualcosa di temporaneo, ma stai mettendo radici.

giovedì 14 maggio 2009

tutto il mondo è paese

La scorsa domenica mi sono data all'esplorazione di Deutz, quartiere di Colonia al di la del Reno (mi sono accorta che in quasi 5 mesi di vita qui, ho passato pochissimi week end in città e ancora non la conosco molto bene..). 
Attraversando il ponte della ferrovia-mi devo ripromettere di cercarne il nome- mi sono imbattuta in..lucchetti!!
Inserisco foto a testimonianza...


Quindi non solo noi italiani siamo cosi scemi da caricare lampioni e quant'altro con questi benedetti lucchetti, ma l'usanza si è diffusa anche all'estero!
Ma è nato prima l'uovo o la gallina??

Tengo  a precisare che io non faccio parte di quel gruppo di persone che credono che la cosa del lucchetto sia venuta fuori con Moccia e il libro "ho voglia di te", perché sono ben conscia che a Ponte Vecchio la tradizione esisteva ben prima..

Ad ogni modo, devo fare commento: i tedeschi sono sempre più scrupolosi, non c'è niente da fare! Non si limitano infatti a scrivere i nomi col pennarello come facciamo noi, ma si procurano dei lucchetti con i nomi INCISI...che l'amore tedesco sia più long lasting??


Approfitto di questo post per inserire anche altre foto del bellissimo lungofiume (che io mi ostino a chiamare lungarno per reminescenze pisano-universitarie)..
Mi sto proprio innamorando di questa città...



martedì 5 maggio 2009

mi sento un po' Felicity

..Can you become
  can you become
  a new version of you?
  New wall paper,
  new shoe leather,
  a new way home
  you don't remember?...


lunedì 4 maggio 2009

Paese che vai, tradizioni che trovi

Quante cose si imparano vivendo all'estero! Cose anche stupidissime, che pero' danno un senso a questa esperienza

Per esempio: il 30 aprile. Un giorno, due tradizioni.

La prima e' la cosiddetta "Tanz in Mai" ovvero "Ballo fino a maggio".
Ci si incontra in centro verso le 23, dove sembra essere sabato pomeriggio, e poi si va a ballare nei vari locali sparsi per la citta'. Feste studentesche, club seri, semi-rave...non importa dove, basta ballare.

La seconda tradizione e' piu carina. E l'ho scoperta completamente per caso.
Stavo seduta in cucina e fuori dalla finestra vedo dei ragazzi trascinare un tronco di betulla. Dopo 5 minuti ne vedo altri due fare la stessa cosa. Passano altri 5 minuti e vedo una macchina con un ragazzo che tiene fuori dal finestrino sempre un tronco di betulla gigante... allora mi insospettisco! Chiamo qualche local e scopro che la tradizione si chiama "maibaum" (albero di maggio) ed e' una cosa romanticissima (alla faccia dei tedeschi-freezer!): i ragazzi devono tagliare un tronco di betulla (o forse di qualsiasi albero, ma la betulla va per la maggiore) e devono addobbarlo con carta velina colorata; infine devono trascinarlo fino alla porta dell'amata, dove lo piazzano con tanto di cartello col nome della fortunata per evitare equivoci.... che teneri!

Io non ho ricevuto betulle, pero ho aiutato un collega a portare il suo albero da una parte all'altra di Colonia- 8 persone per consegnare un albero- impresa che e' durata circa tre ore e che e' terminata con questo bell'albero incatenato ad un palo con un lucchetto col nome del mio collega inciso sopra...cosi lei per rimuoverlo deve per forza chiamarlo...
E poi dicono che gli ingegneri non hanno fantasia!

giovedì 23 aprile 2009

DuBaI- I commenti

A quasi una settimana dal mio ritorno, trovo due minuti per buttare giu qualche commento su Dubai.
La vacanza e' andata molto bene, ma la citta' in se' proprio non mi ha colpito. Solo eccessi, contrasti e sprechi. E tanto work-in-progress che da' l'idea di un piano iniziato ma che fatica ad essere completato (data la crisi che colpisce anche li) e contribuisce a rendere il tutto molto finto.

Cosa mi e' piaciuto:
- Il taxi-barca a 20 centisimi che traghetta turisti e non-local da una sponda all'altra del porto;
- la Gold souk e le trattative con i venditori astutissimi;
- gli interni del Paese, tra deserto e rocce con i cammelli stra rilassati che ti guardano passare;
- gli agglomerati di casupole nell'interno del paese;
- i negozi dove si possono comprare spezie, dolciumi e tabacco;
- il profumo del the e del narghile' in tutti i locali arabi in cui si entra;
- l'hotel la Vela- esteticamente e architettonicamente astonishing;
- l'hotel Atlantis nella Palma alle tre di mattina;
- le luci delle ville sperse nelle fronde della Palma alle tre di mattina;
- le donne tutte bardate ma con la frangia dei capelli in vista- mi sa tanto di ribellinoe stile Monaca di Monza;
- le donne che vanno a cena tra amiche e fumano il narghile'- mi aspettavo molta meno liberta' per loro;
- la cortesia dei filippini e dei taxisti indiani;
- il cibo arabo;
- il sentirsi sicura ad ogni ora e in ogni posto, anche al mercato- non come a marrakesh;


Cosa non mi e' piaciuto:
- la spocchia dell'arabo local medio;
- i camerieri che ti chiamano "madam"- io non sono "madam", io sono come te solo nata piu fortunata;
- il lusso eccessivo contrapposto alle condizioni di vita degli immigrati;
- la totale mancanza di sicurezza sul lavoro;
- le caste: se nasci local non puoi essere mai lincenziato, se nasci europeo/americano puoi fare i soldi a palate, se nasci filippino /indiano non importa quanto sei bravo non fari mai carriera.
- i colleghi consulenti altezzosi del mio rgaazzo: 1 su dieci se e' preouccupato di chiedermi che cosa mai io faccia nella mia vita e alla risposta "ingegnere per P&G, lavoro per i pampers" mi sono sentita dire "ah, solo quello?"
- la totale mancanza di una cultura propria del Paese- riciclano e male adattano quelle degli altri Paesi, especially USA;
- i centri commerciali come unico luogo di incontro sociale;
- gli hotel in finitissimo stile arabo´- riproduzioni di qualcosa che non gli apaprtiene per davvero;
- non potersi neanche tenere per mano in pubblico.

Concludendo: posto da vedere, magari tra qualche tempo quando almeno parte di cio che e' under contruction sara terminato. Non e' pero una meta che consiglierei a qualcuno che sta decidendo dove passare le prossime vacanze.

mercoledì 8 aprile 2009

DuBaI

Valigie pronte, gia preparate da lunedi per entrare nel mood giusto.
Vestiti scelti con cura e passaporto in borsa.
Direi che ci siamo. 
Domani sosta a Francoforte e venerdi si parte...
Faccio croci sul calendario dal 30 gennaio e non mi sembra vero che il tempo alla fine sia passato cosi in fretta.

Ho fatto due conti ed è dall'Agosto 2007 che non vado veramente in vacanza...quindi è proprio ora!

Bisoux bisoux

ps:la prima vacanza che mi pago proprio interamente da sola... che sensazione!

domenica 5 aprile 2009

the party is over

..bellissima festa ieri sera... una quindicina di persone,  pasta a volonta e il padrone di casa/vicino partito per le vacanze...
...in soli tre mesi ti puoi ambientare proprio bene...

venerdì 3 aprile 2009

viviamo aspettando primavera..

è arrivata anche a Colonia!
Finalmente ho smesso di portare il sciarpone di lana e esco da lavoro senza neanche il cappotto..
Oggi ci sono 22 gradi e scrivo mentre, in un attacco di calore, sono solo in canottiera.
I ciliegi sono in fiore, l'aria è calda e c'è pieno di conigli fuori dall'ufficio (che sta nel bel mezzo dela campagna isolata).. fantastico.
Mi manca la mia vespa e mi manca il gelato sul lungarno. Mi manca andare in giro in bicicletta verso le 6, passando per piazza dei miracoli. E gli aperitivi alle vettovaglie. Ma non vedo l'ora di sperimentare la primavera tedesca e vivermi uno dei periodi dell'anno che preferisco..l'aria è carica di aspettative e il clima è rilassato...
"respiriamo l'aria e viviamo aspettando primavera..."chissa perchè è tutto il giorno che mi canticchio sta canzone!

mercoledì 1 aprile 2009

Nazionalismo

E' vero che quando ci si trasferisce all'estero si diventa un po' nazionalisti.
Per la serie che tutte le volte che mi chiedono com'è vivere in Italia, attacco con le mie mille lamentele: "c'è Berlusconi al governo", "i laureati vengono pagati poco", "ci si sposa tardi perche non si raggiunge facilmente l'indipendenza economica" etc etc PERO' quando qualche collega straniero si permette di criticare o prendere in giro il mio Paese, allora mi offendo!E no cari miei, troppo facile! Guardatevi in casa vostra che a criticarci ci pensiamo da soli!

Da questa voglia di prumovere la mia cultura, è nata l'idea di fare una festa a tema italiano a casa mia. Non sarà soltanto un'occasione per mangiare pizza, bruschette e pasta, ma anche un mini esperimento. Primo, voglio vedere come ragisce il mio padrone di casa nonchè vicino. Secondo, ho chiesto ai miei amici di venire vestiti "da italiani". Vediamo come verranno conciati e quindi qual'è lo stereotipo medio. Mi aspetto un preponderante Mafia-theme. Ma chissa, magari mi sbaglio...

Io non so come vestirmi. Accoglierli in grembiule, mentre faccio il tiramisu? 
Però cosi confermerei l'idea che le donne italiane stanno solo ai fornelli?? Boh... ho ancora un po' di tempo fino a sabato...ci devo pensare...

giovedì 26 marzo 2009

Voglia di casa

Domani torno a Casa, quella vera, quella che riterro' per sempre tale, per un breve ma intenso week end.
E per la prima volta, ne sento davvero bisogno.

Mi sono sempre pavoneggiata di essere riuscita ad impostare con il lavoro un rapporto piu normale di quello che avevo con lo studio. Per la serie "faccio-il-mio-e-poi-stacco-il-cervello".
E invece no. Volente o nolente inizio ad essere presa nel vortice delle cose e inizio a preoccuparmi per le conseguenze che un misero giorno di ferie possono avere sulla mia casella di posta.

NO NO NO, non va bene.

Mi sono resa conto che alla fine non e' proprio per niente vero che ho preso le distanze, perche' piccole cose che mi danno fastidio durante la mia working life poi in realta' mi penetrano abbastanza, condizionano il mio umore per il resto della giornata e a volte per piu giorni consecutivi.

Alla fine io sono io: il mio carattere, la mia permalosita', il mio stakanovismo me li porto dietro comunque. E non basta un cambio di status, da studentessa a lavoratrice, per cambiare attitudine. Nonostante con la mente lo si voglia.

Quindi questo week end, programmato da mesi, cade proprio a fagiolo.
Voglia di torta di verdura cucinata dalla mamma, voglia di amici (quelli veri e per sempre), voglia di shopping nostrale e anche si, devo ammetterlo, di coccole famigliari.
Anche perche ora e' il mio momento, sono la Emigrata della famiglia, e tutti mi riversano attenzioni che per anni hanno dato per scontato... e io me le prendo proprio tutte.

domenica 22 marzo 2009

Rimpiantino

Gli studenti universitari italiani studiano tenendo sempre bene a mente "che bisogna fare presto". 
Bisogna laurearsi presto, per trovare lavoro quanto prima e sistemarsi in fretta. 
Perchè "non si trova lavoro", perchè "un ingegnere quando esce prende 1000 euro al mese e ci voglioni anni prima che abbia uno stipendio decente", perchè a livello internazionale "gli altri si laureano due anni prima minimo".
Questi discorsi vengono ripetuti fin dagli anni del liceo, per cui una volta approdati all'università si inizia a correre. 
E io ho corso.

Mi sono laureata che gia stavo lavorando come stagista e al colloquio con il mio attuale capo, alla domanda "quando potresti iniziare" ho tragicamente risposto "quando vuole". Risultato: 2 gennaio 2009 (venerdi) primo giorno di lavoro.
Totale vacanze post laurea: 13 giorni (per lo più passati a fare i pacchi per il trasloco e a disfarli una volta giunta a Colonia).

Ecco, nel mio mondo ideale non doveva proprio andare cosi. Ci volevano quei tre mesi trascorsi tra la thailandia, la cambogia e il vietnam. Ci voleva una bella abbronzatura e una gran dose di relax. Ci voleva un vero periodo OFF.

Però alla fine, citando i greenday, "life grabs you by the wrists, directing where to go.."
Le coincidenze della vita scelgono per te. E va bene cosi.

La thailandia, la cambogia e il vietnman sono in "hold". per ora.

sabato 21 marzo 2009

neighbourhood

Oggi approfittando di un po' di sole, mi sono concessa un giretto per il mio quartiere.

Ecco un po' di foto.

Questa è la mia casa preferita! Adoro le grandi vetrate... chissà se un giorno potò permettermen una cosi??







Mi piace proprio la zona in cui abito. Vicina al centro, ma ancora residenziale...Non sembra che faccia parte di una grande città come Colonia...





Un po' di considerazioni/2

Alla fine ci si abitua a tutto.
A non avere la feltrinelli, al cinema in tedesco/inglese, alle pasticcerie in cui si possono trovare solo torte da 2000 Kcal ma nessuna pasta con cui fare colazione.
E devo dire che non è così male.

Vivere all'estero dà molto più significato alle cose che hai lasciato a Casa e ti permette al contempo di allargare il tuo bagaglio culturale molto più velocemente. Può essere un piatto tipico locale che assaggi per la prima volta e che ti piace, la lingua sconosciuta che inizia a diventare quasi orecchiabile, oppure le abitudini del popolo straniero che appaiono più comprensibili: tu cambi e cresci e impari.

E poi c'è quella sensazione meravigliosa, quando esci di casa dopo qualche settimana che ti sei trasferita, e non ti senti più "spersa". Ma sai che tram prendere per raggiungere il posto in cui devi andare, e mentre giri la città scopri una parte nuova che non non avevi ancora visto e che ti piace da morire...e allora ti senti che non sei una emigrata, ma che quasi quasi questa nuova realtà sta iniziando a essere la TUA realtà, a cui ora appartieni.. ed è adrenalina, perchè senti che forse ce la stai proprio facendo..


Quindi alla fine si, questa esperienza la consiglierei.
Soprattutto a chi ha la mia età e non ha troppi vincoli che lo tengono in Madrepatria.
Anche perchè si ha sempre una backup solution: si può mollare tutto e trovare il lavoro sotto casa di Mammà. :)


Il nome del mio blog

L'url del mio blog, "thencomethesun" (che ha anche un errore grammaticale ma thencomeSthesun esisiteva già), viene da una canzone di Elisa che ascoltavo moltissimo nei miei primi anni unviersitari..
Dice piu o meno cosi

"I 'm packing my stuff,
crying 'cause he's gone
i won't see any of you there.
I'm gonna go far
I have to be faster
Maybe I'll get there before the pain"

Nel mese precedente alla  mia emigrazione tedesca, mi sentivo proprio un po' cosi. Contenta di partire ma anche un po' impaurita perchè sapevo che sarei stata lontana da tutti i miei affetti.

Da qui il titolo del blog...che però aveva e ha insita una speranza: "then comes the sun"
E il sole sta proprio arrivando... :)