giovedì 26 marzo 2009

Voglia di casa

Domani torno a Casa, quella vera, quella che riterro' per sempre tale, per un breve ma intenso week end.
E per la prima volta, ne sento davvero bisogno.

Mi sono sempre pavoneggiata di essere riuscita ad impostare con il lavoro un rapporto piu normale di quello che avevo con lo studio. Per la serie "faccio-il-mio-e-poi-stacco-il-cervello".
E invece no. Volente o nolente inizio ad essere presa nel vortice delle cose e inizio a preoccuparmi per le conseguenze che un misero giorno di ferie possono avere sulla mia casella di posta.

NO NO NO, non va bene.

Mi sono resa conto che alla fine non e' proprio per niente vero che ho preso le distanze, perche' piccole cose che mi danno fastidio durante la mia working life poi in realta' mi penetrano abbastanza, condizionano il mio umore per il resto della giornata e a volte per piu giorni consecutivi.

Alla fine io sono io: il mio carattere, la mia permalosita', il mio stakanovismo me li porto dietro comunque. E non basta un cambio di status, da studentessa a lavoratrice, per cambiare attitudine. Nonostante con la mente lo si voglia.

Quindi questo week end, programmato da mesi, cade proprio a fagiolo.
Voglia di torta di verdura cucinata dalla mamma, voglia di amici (quelli veri e per sempre), voglia di shopping nostrale e anche si, devo ammetterlo, di coccole famigliari.
Anche perche ora e' il mio momento, sono la Emigrata della famiglia, e tutti mi riversano attenzioni che per anni hanno dato per scontato... e io me le prendo proprio tutte.

domenica 22 marzo 2009

Rimpiantino

Gli studenti universitari italiani studiano tenendo sempre bene a mente "che bisogna fare presto". 
Bisogna laurearsi presto, per trovare lavoro quanto prima e sistemarsi in fretta. 
Perchè "non si trova lavoro", perchè "un ingegnere quando esce prende 1000 euro al mese e ci voglioni anni prima che abbia uno stipendio decente", perchè a livello internazionale "gli altri si laureano due anni prima minimo".
Questi discorsi vengono ripetuti fin dagli anni del liceo, per cui una volta approdati all'università si inizia a correre. 
E io ho corso.

Mi sono laureata che gia stavo lavorando come stagista e al colloquio con il mio attuale capo, alla domanda "quando potresti iniziare" ho tragicamente risposto "quando vuole". Risultato: 2 gennaio 2009 (venerdi) primo giorno di lavoro.
Totale vacanze post laurea: 13 giorni (per lo più passati a fare i pacchi per il trasloco e a disfarli una volta giunta a Colonia).

Ecco, nel mio mondo ideale non doveva proprio andare cosi. Ci volevano quei tre mesi trascorsi tra la thailandia, la cambogia e il vietnam. Ci voleva una bella abbronzatura e una gran dose di relax. Ci voleva un vero periodo OFF.

Però alla fine, citando i greenday, "life grabs you by the wrists, directing where to go.."
Le coincidenze della vita scelgono per te. E va bene cosi.

La thailandia, la cambogia e il vietnman sono in "hold". per ora.

sabato 21 marzo 2009

neighbourhood

Oggi approfittando di un po' di sole, mi sono concessa un giretto per il mio quartiere.

Ecco un po' di foto.

Questa è la mia casa preferita! Adoro le grandi vetrate... chissà se un giorno potò permettermen una cosi??







Mi piace proprio la zona in cui abito. Vicina al centro, ma ancora residenziale...Non sembra che faccia parte di una grande città come Colonia...





Un po' di considerazioni/2

Alla fine ci si abitua a tutto.
A non avere la feltrinelli, al cinema in tedesco/inglese, alle pasticcerie in cui si possono trovare solo torte da 2000 Kcal ma nessuna pasta con cui fare colazione.
E devo dire che non è così male.

Vivere all'estero dà molto più significato alle cose che hai lasciato a Casa e ti permette al contempo di allargare il tuo bagaglio culturale molto più velocemente. Può essere un piatto tipico locale che assaggi per la prima volta e che ti piace, la lingua sconosciuta che inizia a diventare quasi orecchiabile, oppure le abitudini del popolo straniero che appaiono più comprensibili: tu cambi e cresci e impari.

E poi c'è quella sensazione meravigliosa, quando esci di casa dopo qualche settimana che ti sei trasferita, e non ti senti più "spersa". Ma sai che tram prendere per raggiungere il posto in cui devi andare, e mentre giri la città scopri una parte nuova che non non avevi ancora visto e che ti piace da morire...e allora ti senti che non sei una emigrata, ma che quasi quasi questa nuova realtà sta iniziando a essere la TUA realtà, a cui ora appartieni.. ed è adrenalina, perchè senti che forse ce la stai proprio facendo..


Quindi alla fine si, questa esperienza la consiglierei.
Soprattutto a chi ha la mia età e non ha troppi vincoli che lo tengono in Madrepatria.
Anche perchè si ha sempre una backup solution: si può mollare tutto e trovare il lavoro sotto casa di Mammà. :)


Il nome del mio blog

L'url del mio blog, "thencomethesun" (che ha anche un errore grammaticale ma thencomeSthesun esisiteva già), viene da una canzone di Elisa che ascoltavo moltissimo nei miei primi anni unviersitari..
Dice piu o meno cosi

"I 'm packing my stuff,
crying 'cause he's gone
i won't see any of you there.
I'm gonna go far
I have to be faster
Maybe I'll get there before the pain"

Nel mese precedente alla  mia emigrazione tedesca, mi sentivo proprio un po' cosi. Contenta di partire ma anche un po' impaurita perchè sapevo che sarei stata lontana da tutti i miei affetti.

Da qui il titolo del blog...che però aveva e ha insita una speranza: "then comes the sun"
E il sole sta proprio arrivando... :)