lunedì 21 dicembre 2009

Epiphany

Oggi, 21 Dicembre 2009, mentre parlavo con un mio collega via messenger circa la sua vita privata, ho avuto l'Illuminazione.

L'Amore si fa.

Banale? Forse.
Ma e' un concetto potente, che deve ancora radicarsi ben bene in me.

Perche' anche io sono stata tirata su con tutte quelle scemate sul Principe Azzurro, poi il Colpo di Fulmine, piu' recentemente il "The One" e il "when you know, you know" (in merito alla fatidica proposta di matrimonio).
Sono stata imbrogliata.

L'Amore si fa.

Con le litigate, i compromessi e i rospi ingoiati.
Col sudore e col sacrificio.
Con la costanza di un navigante che deve tenere la barca nella rotta a forza di colpi di timone.

Il vissero felici e contenti non esiste, non in una societa' come la nostra, ed essere in grado di non mollare tutto all'ennesimo colpo di vento e' il traguardo piu' importante da raggiungere.

E forse, in questo, la mia generazione ha proprio perso.

venerdì 4 dicembre 2009

Leveraging

Sta mattina sono sola sola in ufficio.
Presa dall'ispirazione momentanea, scrivo- che poi magari mi passa e poi non torna piu per settimane.

Nella azienda in cui lavoro, si fa leva sulla diversity.
Questa cosa e' stata presa molto sul serio dal mio dipartimento- 200 persone, provenienti da 40 Paesi in giro per il mondo. Anche paesi "lontanissimi", di cui io ignoravo l'esistenza fino ad un anno fa- tipo Trinidad e Tobago.

Di questi 200 colleghi, 5 sono diventati i miei "amici"- quelli con cui vado a pranzo, faccio le pause caffe' e esco nei week end per intenderci. E siamo molto diverse anche noi: una italiana, un polacco, una turca, uno scozzese e un tedesco.

Ieri sera pensavo che questa cosa, questo essere 5 persone provenienti da 5 Paesi diversi, io ormai la do per scontata. Ma in realta' credo sia una cosa davvero straordinaria.
Fondamentalmente, io, ogni giorno, imaparo qualcosa di nuovo. Che sia un modo di dire, una tradizione o un piatto tipico. Ci si scontra e ci si incontra continuamente.

Ecco, io mi auguro che questa sia la direzione verso cui il mondo andra'. Che mio figlio, fin dall'asilo venga a contatto con culture diverse, che mi torni a casa dicendomi "ciao", che ne so, in coreano, che vada a festeggiare la fine dal ramadan e inviti a casa gli amici per il 25 aprile.

Perche' essere open-minded non significa perdere le proprie radici, ed essere cittadini del mondo non significa non essere orgogliosi della propria cultura.
Anzi.

Ora che ho scritto questo post politically correct, torno a lavoro.
Soddisfatta di essermi un po' sfogata :)

giovedì 3 dicembre 2009

e il non essere in grado..

Ultimamente il ritmo in ufficio e' piuttosto basso, direi tendente alla noia.
O forse sono io che, dopo un'estate di fuoco e poche vacanze, sono quasi del tutto senza energia.

Per fortuna c'e il calendario dell'avvento che mi hanno regalato, che mi sprona a resistere.
Manca poco a tornare a casa e respirare l'odore vero del Natale. In famiglia, intervallato da numerosi aperitivi/caffe' con gli amici di sempre, rilassato e rigenerante.

Tra una pigra mail e l'altra, sto vagabondando molto tra vari blogs. Ne ho trovati alcuni davvero ben fatti, che mi prendono, quasi fossero dei veri e propri libri.

E mi rattristo per il mio, di blog.

Dove e' finita quella bambina a cui piaceva tanto scrivere poesie, favole e diari?

I miei studi tecnici mi hanno cambiata, mi hanno ingrigita.

E sebbene legga comunque tanto, e abbia anche tante cose da dire, davanti allo schermo ho proprio un blocco. Tutto cio che mi viene da dire mi sembra totalmente non interessante.

E va beh.
Mi accontento di buttare giu qualcosa ogni tanto e aggiornare cosi' gli amici che ho per il mondo, che reclamano posts.

Intanto continuo a leggere ed essere affascinata dalle capacita' altrui.