martedì 28 dicembre 2010

Ready to go

Tutto pronto, anche i bruttissimi pantaloni della tuta comprati per l'occasione, con cui mi farò le mille ore di viaggio.

Sveglia puntata alle 04.30 di sta notte.

Nice
London
JFK
New York City, somewhere on Amsterdam Av.


Domani calpesterò i 45 cm di neve della Big Apple.

Excited, Excited, Excited!



Ah, se 'un ci si risente, Buon Fine e Buon Inizio! 

(2010, NON mi mancherai!)

domenica 19 dicembre 2010

Es Schneit- pensieri sparsi

Continua a nevicare fitto fitto.
Apro la finestra sul terrazzo e non si sente quasi nessun suono, nonostante Aachener Strasse sia dietro l'angolo.
Colonia è rintanata in casa oppure nei vari cafè.

Sto pigramente riordinando casa, dopo che tre allegre studentesse sono passate di qui per un weekend diverso.

Le vacanze di natale sono alle porte e quasi conto le ore.
2010 mio, non solo sei stato pesante dal punto di vista personale, ma anche "lavorativamente" parlando non hai mica scherzato!
The announcement is out, e da gennaio cambio progetto, scrivania e ruolo.
Non troverò alcune persone importanti al mio rientro e non ci voglio pensare.

Le 1000 cose da fare a new york non sono ancora state definite. Oggi mi ci metto. Magari da Cafè Schmitz, con una bella fetta di torta alla zucca davanti.
Ancora non mi sembra vero che tra 10 giorni a quest'ora sarò nella Grande Mela.

Il ritorno in patria sarà ricco di re-incontri, con il passato, il presente e forse anche il futuro.
Un po' alla Christmas Carrol.

Continua a nevicare fitto fitto.

domenica 12 dicembre 2010

It's gonna be a Good Life

...Da quasi 4 mesi a questa parte una settimana non è mai stata uguale all'altra.

Ci sono stati vari pensieri indirizzati in diverse parti del mondo.Fissazioni momentanee, frettolose, che altrettanto velocemente poi sono passate.
Weekend sparsi per il mondo, alcuni pesantissimi, altri stupendi e long-lasting.
I "basta cosi", deadline fissate per il 2012, un generale senso di piccoli passi in avanti ma anche scivoloni pazzeschi.
Una Colonia riscoperta, vista con occhi nuovi. Cene italo/turche, Dexter, il fare la maglia in compagnia, i caffè + bagel del sabato per riaggiornare chi viene e va dall'Egitto.
Nuove canzoni a fare da colonna sonora a umori molto variabili.Il Sex on the Beach che sembrava non alcolico. 
Una Foto ufficiale con un diploma in mano e gli occhi chiusi. Caffè deja-vu belli e un po' dolorosi. 
Un YEM2010 da team member memorabile.

E poi c'è stato il passato che inaspettatamente è tornato a bussare alla mia porta, portandosi dietro il classico "what if".

4 mesi veloci e intensi, che gettano le basi per un nuovo anno spero migliore di quello che sta quasi per finire. 

Questa sana instabilità alla fine rende molto più divertente il ricomporre i mille pezzettini.

martedì 7 dicembre 2010

Istanbul in short

...My first Turkish Coffee..Of course I got my fortune told...

...Enjoying Bosphorus view, under this particular light...
...Drinking delicious Salep....
...Smoking Rose-flavoured Shisha...
...While Playing Backgammon and drinking Elma Cay..


...Finding just made pop-corn at the corner of the street...


..Risking my life on the front seat of the mini-bus...
.

...Discovering delicious typical Ottoman cuisine, served on copper dishes...

mercoledì 1 dicembre 2010

Tra parentesi

Nell'attesa del post su Istanbul (sto aspettando di raccogliere tutte le foto da N.), butto giu due righe.

Sto ascoltando l'ipod in ufficio mentre cerco di mettere insieme una cost estimate un po' noiosa.

E osservo: alcune canzoni hanno segnato dei momenti importanti o intensi, per cui e' sempre bello riascoltarle. Ma che fare con quelle canzoni che sono invece legate a persone in particolare? Magari sono anche bellissime canzoni, ma ora le salto a pie' pari quando mi capitano nello shuffle. Uff.

Ecco, solo per questo, per eliminare la memoria storica di certi elementi (anche oggetti, luoghi, profumi...) un po' di eternal sunshine of the spotless mind non sarebbe male no?

Detto questo, se passate da questa pagina date un'occhiata al gadget "che tempo che fa?" che ho appena inserito: oggi siamo a -5, ma "felt like -15" secondo il sito web. E vi assicuro che ha ragione! Brrrrrrrrrrr........

mercoledì 24 novembre 2010

Partire per poi tornare

Domani notte parto per Istanbul. Weekendino easy nella mia seconda citta' preferita (Roma resta sempre la numero 1).
Ho scoperto questa stupenda citta' solo un anno e mezzo fa, e quella di domani sara' la terza visita. Fissatina eh?

Vado con N., che mi sta insegnando qualche parola in turco e che mi fara' da guida..
Cosa faremo di preciso non so. Le mete turistiche le ho gia visitate tutte. Vorrei vedere cose nuove, cose che solo chi ci ha abitato e' in grado di mostrarti.
E poi un bel Hammam, che e' da Marrakesh che lo rimando.

Ho bisogno di partire, di staccare un po' da tutto, di riordinare le idee e i pensieri. Processare certe situazioni. Capire dove voglio andare. Disconnettermi da facebook, mail, iphone etc etc. Solo chiacchere tra donne, passeggiate, the profumato, backgammon e ottimo cibo, magari anche da cucinare insieme.

Istanbul e' caotica. Ma e' quel tipo di caos che ti da energia, che ti fa sentire viva. Forse e' per questo che vi fuggo.
La cosa che mi piace di piu' e' lo skyline, magari al tramonto, tornando da una gita in barca sul bosforo.
I profili dei minareti sono elementi del panorama ancora inaspettati per me, e quindi affascinanti.
Quando tornero postero qualche foto, sempre che riesca a farne di decenti (si sa che la vena artistica della famiglia non mi ha toccato manco di striscio =) )

venerdì 19 novembre 2010

November Rain

Novembre è  il mese delle playlist. Statisticamente provato.
Io e mia sorelle ritroviamo puntualmente  i CD a anni di distanza nei cruscotti della macchina.
E quindi ieri ho creato quella di quest'anno, che ho chiamato "November Rain", tanto per stare allegri.
Una playlist che si addice al mio umore grigio e inquieto degli ultimi tempi.

Una delle canzoni che ho messo è "La canzone che scrivo per te", dei Marlene Kuntz. In particolare la versione con Skin.
Non la ascoltavo da un po'. Mi piace tantissimo.
Posto il video qua sotto, che non ha una qualità ottima, ma è stato girato durante il concerto del primo maggio a Roma del 2006. Io c'ero a quel concerto ed è lì che ho sentito la canzone per la prima volta.
Uno dei tanti bellissimi ricordi di quel 2006 tanto speciale per me.





...e porgi in dono la tua essenza misteriosa,
che fu un brillio fugace qualche notte fa...

mercoledì 17 novembre 2010

Woher kommst du?

Ispirata dall'ultima lezione di tedesco, in cui si e' parlato di "Heimat" (Patria), e dai continui confronti-scontri con i miei colleghi international, scrivo questo post.

Da dove vengo io?

Io vengo da un Paese che mi ha insegnato a essere rumorosa e vivace, ma capace di svolgere il mio lavoro con diligenza e precisione. Di essere in grado di strappare un sorriso anche nei meeting piu' pesanti e di non mancare mai una deadline-checchesenedica.

Vengo da un Paese che mi ha donato una delle lingue piu' melodiche del mondo, il cui accento e cantilena non riesco (per fortuna) a eliminare nonostante i 20 anni di inglese, un marchio di riconoscimento indelebile.

Vengo da un Paese che mi ha fatto preparare scritti e orali dall'eta' di 6 anni, che per fortuna poster e presentazioni erano relegate alle attivita' futili. Che mi ha offerto un signor Liceo, che mi ha preparata perfettamente per affrontare studi tecnici ma che allo stesso tempo mi ha fornito una cultura generale solida e comprensiva, in grado di formare una mente pensate. Che mi ha dato a disposizione una Universita' un po' retro' e sgangherata, ma in grado di sfornare professionisti di alto livello, apprezzati ovunque.

Vengo da un posto che mi ha resa donna sospesa tra tradizione e modernita', emotiva e drammatica a tratti, ma anche pratica e forte. Da un posto la cui cultura, i modi di fare, i sapori,  mi sono entrati dentro senza che me ne accorgessi e fanno la persona che sono.

E vengo da quello stesso Paese che vuole smantellare pezzo dopo pezzo quel sistema scolastico, di cui vado cosi fiera e che reputo al top.

Vengo da quell'Italia che ti spinge a correre, a raggiungere il "merito", a prendere voti alti e magari anche una lode, per poi tirarare fuori un grosso "ALT". Dove la gavetta e' ancora necessaria, finita l'universita' non si sceglie l'opzione migliore ma si e' scelti, perche' si e' ignari del proprio valore. Che qualsiasi salario va bene purche' ci sia, e che il primo lavoro poi non si cambia piu',

Vengo da quell'Italia che un giorno mi constingera' a dover decidere tra carriera e famiglia, perche' tutto di certo non si puo' fare.

Da quell'Italia cosi chiusa, in cui le persone spesso si misurano piu' per cio' che sanno o che fanno, piu' che per quello che sono. Cosi pronta a adottare modelli esteri e incapace di afferma ed esportare i propri, di aprirsi ad una vera integrazione.

E, infine, vengo da quell'Italia che mi ha portata in piazza per manifestare contro un governo che non mi rappresenta, ma che poi non mi da voce e non mi da posto. Mi rilega ad una generazione che paradossalmente ha meno possibilità' di quella precedente, una generazione spesso muta e frustrata.

E quindi? E quindi non lo so. Mi mancano i "next steps", che sono invece abituata a delineare facilmente in ambito lavorativo.
Suggerimenti?

PS.

... Forse è perchè sta iniziando il terzo inverno che passo in Germania, o forse perchè le ultime volte in Italia sono state sufficientemente hectic, ma mi manca casa.
Mi manca quel piccolo paese di 8000 abitanti, che a guardarne le foto fa invidia ai miei colleghi.
Piccole cose a cui non avrei mai dato importanza.

Non c'è nulla da fare. E' la "sindrome dell'emigrato".

The East Wind

A volte ancora mi sento un po' Sisifo. Si lo so, che paragone esagerato. Sarà che ho riletto recentemente i miei diari delle superiori, in cui ero così colta e ricercata. O sarà che non c'è proprio un modo semplice per scrivere come ci si sente dopo che tutta una serie di cambiamenti ti sbattono un po' qua, un po' là, alla deriva.

E quindi Sisifo. A volte.

Però non tutti i cambiamenti sono difficili da gestire. Ce ne sono alcuni che energizzano.
Nel mio caso, portano a Est. 
Chissà. 

Che bella parola, "Chissà".

martedì 5 ottobre 2010

Le conferme

C'è un'età in cui ti senti profondamente insicura delle tue capacità sociali. In cui non sai se alle altre persone risulti troppo antipatica, troppo saccente, troppo presuntuosa, troppo. In cui ti chiedi se qualcuno riesce a percepire chi sei veramente.

Poi c'è un'età in cui le conferme arrivano.

E non parlo di quelle che vengono dalla famiglia, costante punto di riferimento no-matter-what.
Nè dagli amici migliori, quello che ti hanno vista in tutte le tue fasi- da quella in cui gli lasciavi il cellulare per la notte in modo da non fare lo squillo a chi tanto non ti considerava, a quella delle storie importanti da adulta, alla fase da 15enne all over again.

Parlo delle conferme che ti danno quelle persone con cui hai condiviso anche solo una minima parte del tuo percorso, ma che ancora ti contattano di tanto in tanto per chiederti come stai, dove sei, che combini. E per ridere ancora una volta su qualche ricordo che appartiene a entrambi.
Le conferme fanno stare bene.

Anche perchè la 17enne che è in te, quella che si autodefiniva "very boring", ne gioisce in segreto.

mercoledì 11 agosto 2010

L'estate sta finendo, e io divento grande...

Dove eravamo rimasti? Ah gia'...i Mondiali.
Beh, per fortuna il mio dramma da Emigrata e' durato ben poco.
La Germania e' arrivata in semifinale e la Spagna ha vinto. Elementi che mi hanno permesso di continuare a respirare calcio nell'aria fino all'11 Luglio e anche di gioire per la vittoria insieme ad un gruppo di Rojos...
Mondiali archiviati e ormai per me anche estate finita.

Estate caldissima, questa del 2010, quasi italiana
A differenza dell'anno scorso, non ho dovuto impegnarmi molto per fare capire alla mia contorta psiche che fosse veramente estate. Ci sono state domeniche in piscina per combattere la calura, giri in bicicletta a mezzanotte per farsi vento e spedizioni al supermercato per cercare aria condizionata. Veramente molto italian style, quindi. Mancava solo il mare, che incosciamente cercavo nei picchi dei 36 gradi all'ombra.

E mentre qui ci si sta gia preparando all'autunno, e il cielo grigio e' compagno giornaliero, io penso alle mie vacanze di fine agosto. Come le anatre, mi spostero a sud, a godere del sole greco e a cercare di fare il pieno di energie per Settembre.

Che settembre per me e'come se si iniziasse un nuovo anno, come quando andavo a scuola.
E quest'anno avro' anche una stagista, che e' una grossa responsabilita' (direi l'equivalente business-wide di avere un figlio!). A soli due anni da quando ho messo piede per la prima volta in un posto di lavoro vero, mi trovero' dall'altra parte della barricata... speriamo di non fare come quelli diventati dottorandi da un mese che si lamentano degli studenti :)

martedì 15 giugno 2010

Il dramma dei Mondiali

2010- Primo mondiale che seguo dall'estero.

Il calcio in generale mi piace abbastanza. Durante le normali stagioni calcistiche seguo i risultati della Fiorentina, e quando ci sono i mondiali o gli europei non mi perdo una partita dell'Italia.
In questi ultimi giorni ho pero' sperimentato che guardare i mondiali da qui non e' la stessa cosa che guardarli a casa-sia da soli, come nel 2006 mentre scrivevo la tesi, sia tra gli amici.
L'atmosfera non e' assolutamente la stessa, non c'e la "magia" nell'aria.

Come ho scritto in qualche post fa, il mio department e' piuttosto internazionale, siamo 200 persone provenienti da 40 Paesi diversi.
E' statisticamente provato che il 99,9% dei miei colleghi non ama-per metterla in toni miti- la nostra Nazionale. "Le partite non hanno spettacolo, giochiamo troppo in difesa, sfiniamo mentalmente gli avversari fino a quando non segnamo un goal, paghiamo gli arbitri, facciamo i fallacci e quando cadiamo a terra sembra sempre che ci siamo rotti qualcosa per l'intensita della reazione". Questi sono alcuni dei commenti che ho sentito nelle ultime settimane.
Detto cio', e' chiaro che se anche inviti a casa gli amici per guardare la partita, questi sono piu' contenti se perdiamo che se vinciamo.
Ecco la grossa differenza. Ecco il dramma.

Quando si parla di calcio, anche a lavoro, tutta la policy del rispetto delle culture altrui, del "being-open-minded", dell'essere "cultural-competent" si va a benedire.

C'e bisogno di una grande dose di autocontrollo, anche perche' da quando vivo questa condizione da emigrata sono piuttosto nazionalista ( o forse e' una reazione a tutti i commentacci e i cliche' che sento?!)

Comunque, ho deciso che 1) quando saremo sbattuti fuori mi faro' qualche giorno di homeoffice; 2) se mai arriviamo in finale, prendo un volo e me la vado a guardare a casa!

sabato 23 gennaio 2010

Arte in Web

Per i (pochi) lettori di questo blog:
date un'occhiata a www.paolarepiccioli.it.
Sul sito, i suoi quadri e qualche informazione sulle mostre che ha tenuto e, a breve, su quelle che terrà prossimamente.

Ora, so che è mia mamma e quindi sono di parte, ma secondo me è proprio brava :)
Inoltre sta riscuotendo successo, un po' in tutta Italia!

Per fortuna abbiamo un artista in famiglia: con due ingegneri e un geologo, si rischiava di essere un po' troppo grigi!

Il sito lo ha fatto C-the boyfriend, e nonostante come in ogni progetto il project manager (io) e il contractor (lui) non vadano proprio sempre d'accordo su come impostare il lavoro, credo che il risultato sia veramente buono!

Vediamo che ne penserà il "pubblico"...


giovedì 21 gennaio 2010

Buoni Propositi 2010/1

I miei primi tre anni universitari li ho vissuti in un bell'appartamento condiviso con due coinquilini che sono cambiati nel corso degli anni.
Nonostante le ore di lezione e lo studio piuttosto intenso, in quei tre anni ero passata dal non essere troppo confident nel cucinare un piatto di pasta a discreti livelli di padronanza in cucina.
In particolare il terzo anno mi destreggiavo particolarmente bene, spinta tra le altre cose da un po' di sana competizione.
Vivevo infatti allora con due studentesse di veterinaria, che passavo 4 giorni su 5 a mangiare zucchine bollite mentre ripetevano a sfare le malattie dei maiali. Ma quando arrivava il mercoledì, il giorno della "doppia-coppia" come lo chiamavo io, e avevano entrambe i fidanzati ospiti, iniziavano dalle 5 a impastare, cuocere e sfornare. E in 10 mesi di convivenza MAI che abbia visto lo stesso piatto preparato due volte.
E io per non essere da meno, mi ero messa sotto, con risultati accettabili.

Gli ultimi due anni universitari li ho invece passati in un dormitorio di lusso, il mitico Faedo, in cui la colazioni era servita nella stanza apposita, le donne delle pulizie passavano tre volte a settimana a metter in ordine camera e bagno, e i pranzi e le cene si alternavano tra la mensa e vari ristorantini etnici.
Fattosta, che in due anni non solo ho disimparato tutto quel minimo che sapevo fare, ma sono proprio regredita!

Trasferitami qui a Colonia, ho dovuto ripartire quasi da zero.
E ancora oggi, a un anno di distanza, mi attesto al livello piatto di pasta con i sughi preparati e inviati dalla mamma o il pesto della barilla.

Scusa ufficiale: non trovo gli ingredienti e mangio da sola ogni sera tranne i week end.
Scusa ufficiosa: sono una pigra da paura, che tornando alle 21 ogni sera, non ha voglia di mettersi tra i fornelli per poi dover ripulire tutto (niente lavastoviglie!).

Quindi, tutta questa storia per dire che uno dei buoni propositi del 2010 è cucinare di più, e cucinare meglio!
Andare oltre la torta di zucchini e patate e osare un po' di più!

Vediamo se ce la faccio, o se insieme ad "avere corpo da favola per estate 200x", in programma dal 2000, anche questo proposito verrà degradato a "nice to have".
Magari il corso di cucina regalatomi dal fidanzato, che avrà come tema "brunch and fingerfood" potrà essere utile?!

lunedì 11 gennaio 2010

La mia madeleine.

C'è una luce particolare nel nuovo video di Jovanotti "Baciami Ancora", verso il 54° secondo (ma che poi si ripete anche un po' più in là), che mi ha lasciata di sasso.
E' la luce di una serata che sta volgendo al tramonto.

Sa di campagna, sa di estate, sa di grilli.

E sa di me, seduta sul divano che ancora stava vicino alla porta, in t-shirt e mutande, che con i capelli bagnati guarda "festivalbar" accanto alla sorella.
Mentre il padre innaffia il giardino e la madre chiacchera con la nonna che sta al terrazzo.
E la tenda della porta si muove un pochino.
E entra e esce una gatta.
Mentre dalla strada più grande, si sente il rumore dei motorini.

In quella luce di quel video, ci ho sentito tutto questo.
E come dicevo, ci sono rimasta di sasso.
Ma per una volta, per una volta, non ho sentito una nostalgia lancinante.
Invece, mi sono lasciata cullare da quel ricordo, cosi vivo, cosi odoroso, cosi palpabile.
E mi sono sentita Bene.