lunedì 28 marzo 2011

Specchio Riflesso

In generale io sono un fiume in piena di parole. Non ho difficoltà' ad ammetterlo.
Sempre stata definita una "chiaccherona" da che mi ricordo (come il Della, che ai precorsi di inserimento al Liceo, scrisse questa  parola di fianco al mio nome dopo appena 5 minuti di conoscenza reciproca)

All'inizio un po' ci rimanevo male e mi impegnavo un minimo a trattenermi. Ma col tempo anche questa fisima, come la chiamavo da adolescente,  l'ho messa da parte, insieme a tante altre.
E quindi sono quello che sono. E la prendo decisamente in ridere quando mi dicono "Damn it Simo, I feel like I opened a shaken Coke!".

Eppure ci sono momenti in cui le parole rimangono li, tra cervello e lingua. Non escono.
Ed e' una frustrazione cosi grande che spesso mi ha portata alle lacrime.
Litigi pesanti, affronti diretti, pavoneggiamenti, frecciatine.. nulla.
In queste occasioni tiro fuori frasi da repertorio di livello cosi basso che poco ci manca a "specchio riflesso". Non riesco a rispondere a modo.

Ho seguito tutta una serie di corsi aziendali per imparare le formuline precise da usare per rispondere diplomaticamente alle domande di cui ignoro le risposte, per richiamare l'attenzione di chi sta andando fuori tema e per tirarmi fuori da situazioni di stallo. Ma per le risposte da lingua "taglia e cuci "corsi non ne esistono.

Rimarro' sempre un can che abbaia ma che non morde, come dice mia mamma.

Me tapina.

(Se non si fosse capito, una delle situazioni descritte sopra si e' appena verificata e sono nel pieno del giramento di scatole).

(Mi e' sempre piu' chiaro quanto la compatibilità' tra due persone si debba vedere prima di tutto da quanto sia semplice comunicare e capirsi, nonostante le culture e le lingue differenti. Tale compatibilità' non la puoi creare se non esiste. C'e proprio poco da fare)

domenica 20 marzo 2011

Bollywood Party e uno sguardo al futuro

Comprare bigiotteria indiana per il Bollywood party di una friendlegues.
Chi lo avrebbe mai detto.
E mi chiedo: cosa resterà di tutto questo periodo tedesco? cosa racconterò, un giorno, ai miei figli?

Mosterò loro i passi di danza indiana che ho imparato? Cucinerò per loro i miei amati pogca? Racconterò loro della misteriosa isola di Bute con i suoi 24 pub per i 7000 abitanti? E spiegherò loro come si festeggia a modo un compleanno polacco?

Io spero di ricordarmi tutto. Spero che tutto quello che sto respirando da due anni e poco più mi rimanga dentro il più a lungo possibile, per farne tesoro anche quando un giorno sarò di nuovo tra i miei connazionali e sarà più difficile farne esperienza diretta.

Perchè è l'insieme di tutte queste piccole cose che ogni giorno mi cambiano un pochino e mi rendono diversa. Diversa nell' approcciare la vita, i problemi, i drammi e le gioie rispetto alla me dei tempi della mia stanzetta del Faedo.
E indietro non voglio tornare.

Posto una foto del primo albero in fiore che ho visto a Colonia. Ovviamente a Aachener Weier.
Anche in questo caso, indietro non si torna. Anche il terzo inverno è ormai  passato e si guarda avanti. Chissà, chissà, chissà =)


martedì 15 marzo 2011

Fruehling!

Oggi non ci potevo credere: 17 gradi, sole caldo e profumato, aria di primavera.

La città non aspettava altro. Sono bastati questi gradi in più. I bari hanno disposto i tavoli all'aperto e la gente si è riversata al solito bellissimo parco, per una cena davanti al laghetto.

Io e N. non siamo state da meno. Ci siamo concesse un'uscita dal lavoro alle 17, cosa rarissima per me nell'ultimo periodo, una passeggiata sconclusionata alla ricerca del cibo adatto da picnic improvvisato, Aachener Weier e poi un veloce Stammtisch con gli altri.

Insomma, l'aria sta cambiando e la mia stagione preferita, quella da naso all'insù mentre si aspettano le novità, sta arrivano-o almeno pare.
Colonia è già più bella e più viva e ho già una lunga lista di nuovi cafè/ristoranti da provare nella bella stagione. Happy mood!


ps. per chi se lo stesse chiedendo, Stammtisch è una parola tedesca che sta per "incontro abituale ad uno stesso posto alla stessa ora per bere qualcosa" tra persone appartenenti ad un qualsiasi tipo di gruppo. Ovviamente quello a cui mi riferisco io è organizzato dai miei colleghi ed è un po' una variazione sul tema perchè si cerca sempre di cambiare bar. Devo ammettere che non vi partecipo spesso, ma ho sempre trovato l'idea molto bella e "tedesca" (per la regolarità un po' rigida ma rassicurante)

lunedì 14 marzo 2011

Positivismo in a nutshell

To C.A.N.

Noi siamo piu' forti di tutto quel che ci puo' accadere.
E anche di quello che non ci sta accadendo.

martedì 1 marzo 2011

Per fare un passo in avanti

Guidando verso casa, riflettevo.

Ci sono cose che entrano nella tua vita così, dal niente, e per un certo periodo assumono un'importanza incredibile. E per quanto tu voglia distrogliere la mente o scacciare certi pensieri, questi non se ne vanno.

Poi un giorno però ti svegli e realizzi che tutto è svanito, così, senza nessuno effetto e senza nessuno sforzo.
E ti chiedi, sorridendo, come sia possibile.

Così come certi piccoli episodi, che in altri frangenti non avrebbero alcuna importanza, invece lasciano un segno e danno una botta di assestamento, che dopo cammini tutta bella dritta di nuovo.
E non ti sai spiegare perchè proprio quel episodio, tra milioni di milioni.

Ma, per fortuna, non esistono risposte.

Suppongo siano i misteri di una mente (troppo) introspettiva.