lunedì 30 maggio 2011

It feels like home

Hank Moody (tv show Californication), scrive alla sua Karen una lettera d'amore stupenda, che conclude cosi: "I don’t know what’s going on with us, and I can’t tell you why you should waste a leap of faith on the likes of me. But, damn, you smell good… like home"

Questa frase mi ha colpito sin dal primo momento che l'ho sentita.
Stare cosi bene con una persona da sentirsi a casa. Fantastico. Potente. Vero.

Ho recentemente sperimentato che questa sensazione non si prova necessariamente soltanto con i potential love-of-your-life.
Ma anche con gli amici. Con certi amici.

Quegli amici da cui ti rifugi anche solo per stare in silenzio, sdraiata sul divano a guardare il soffitto.
Addosso ai quali ti aggomitoli quando tutto il resto sbanda e trema. 
Con i quali costruisci ricordi indelebili, che ti si attaccano li, sotto alla pelle, con immagini, suoni e profumi.
Con i quali ti senti immediatamente a casa, al sicuro, perché li trovi nel tuo spazio visivo.

Ci sono ancora giornate in cui mi sveglio con un senso di stanchezza che mi lega al letto, rende i miei occhi pesanti, e le mie mani incerte.
Passa qualche ora, mi crogiolo nel blue mood, e poi di colpo mi rendo conto di quanto ho scritto sopra.
Mi fermo, tiro un respirone, e riparto. 
Con piu' energia di quanta pensassi di avere.



(Versione in Italiano..qui)

venerdì 20 maggio 2011

Seiton

Il titolo di questo post è molto nerd, lo ammetto.
Deriva da un reminiscenza di una delle tante lezioni di qualità all'università e dal modello delle 5S.
"Seiton" vuol dire "mettere a posto". O meglio "ogni cosa al suo posto, un posto per ogni cosa".

Pensavo oggi di quanto ultimamente io abbia bisogno di ordine interno.
Di assegnare ad ogni persona che interagisce con me, un ruolo ben definito, un posto preciso all'interno della mia vita.
"Amico", "Amica", "Migliore Amica", "Migliore Amico", "Ex fidanzato che rimarra per sempre ex", "Cotta passegera", "Persona interessante".. categorie che ho elaborato, etichette che sento la necessità di assegnare con rigidità e precisione.

Ho infatti sperimentato che i miei tumulti interiori, le mie paturnie alla Audry-Holly, si placano nel momento stesso in cui riesco a definire il posto giusto per ogni cosa.
Seiton, appunto.

Credo che questa necessità sia una conseguenza diretta della mia impulsività.
Impulsività che mi porta ad infilarmi in situazioni complicate, ambigue e caotiche.
Il mio cervello deve quindi entrare in funzione in un secondo momento, per riparare ai danni provocati da tutto il resto di non razionale che c'è in me- che è molto.

Oppure che sia un modo per riuscire a controllare, in un periodo di cambiamenti, evoluzioni, crescita e regressione, almeno una parte di tutto ciò che mi sta succedendo?

Non so.
Di sicuro dovrei applicare un'altra "S" del modello- tanto per continuare con il nerd-style.
"Seiri", eliminare tutto ciò che non è utile.
Ma in questo non sono ancora diventata brava.
Work in progress.

sabato 7 maggio 2011

Presente

Io che guardo sempre troppo indietro o troppo avanti, ho deciso di dedicare un post al Presente.

Un presente così diverso, bello nella sua complessità, ricco, intenso.

Periodo di riflessione e di scoperta, proprio quando pensavo invece di non avere più molto da definire.
Fatto di momenti cosi pieni da farmi sentira vivissima.

Come un tramonto sul reno, chiacchere semplici e leggere, il record di 40 palleggi a pallavolo, le ortiche e un po' di calcio-che del resto ce l'ho nel sangue.



Fuochi di artificio, guardati in silenzio, con lo stesso cuor leggero del 15 agosto in spiaggia a Casa.


Risate, risate, risate, cielo d'estate e voglia di stare semplicemente bene. Di bastare a me stessa.


"il passato è storia, il futuro è mistero, e il presente è un dono, per questo si chiama presente"