martedì 18 dicembre 2012

Coraggio

Solo col tempo ho capito cio che per anni ho dato per scontato.

Quella favoletta dell'aver preso su e essersi trasferiti con moglie e figlio in America, senza sapere neanche una parola di inglese, imparandolo dalla TV guardando la Boxe.

Solo con tempo ho capito quanto coraggio serva per prendere una decisione del genere.

E solo ultimamente ho capito che ci vuole ANCORA piu coraggio per decidere di tornare.
Lasciare tutto- la propria ambizione, il proprio "avercela fatta", le foto a colori, le calze di nylon, central park con la neve e le scarpe grandi, il cappotto da gangster.
Lasciare tutto e tornare in quel paese tra due regioni, con la stalla sotto casa, il buco nel bagno, la tv in bianco e nero e bambini ottusi.

E infine, solo da poco, ho capito che ci vuole TANTO coraggio per non abbandonare i propri sogni, per non vivere nel rancore delle decisioni, e per essere sereni.

...Buon viaggio. E che questo viaggio ti porti a Manhattan, negli anni'60.
Ti devo 50$.


giovedì 13 dicembre 2012

Stare sedute ma...

Stare sedute, ascoltando musica, e viaggiare nel tempo.

Tutto frutto del regalo della mia sorella- il CD (si, esistono sempre!) "Backup" di Jovanotti. Riassume le sue piu belle canzoni dal 1987 al 2012.

E io lo sapevo di averlo sempre amato, fin da "Lorenzo94" che regalammo a mio padre per il suo compleanno
Ma mica ho mai realizzato che ci un po' dimomenti fissati nella mia memoria in cui le sue canzoni fanno da colonna sonora.

Per cui ieri, mentre lo ascoltavo e guidavo verso casa, mi sono fatta un viaggio di quelli belli belli, vividi vividi.

Io chiusa in camera, da sola, per imparare a memoria "Io ti cerchero'" (1994)  tutta presa dalla bellezza di quel testo, immaginandomi un giorno amata da uno cosi.

Con cugina S. in camera dello zio ascoltando "l'ombelico del mondo" (1995) e io che chiedo a cugina S. di insegnarmi a ballare- lei era gia' im prima media, era "grande".

L' autobus diretto a Ferrara per la gita di classe, ascoltando "Bella" (1997) col friccicorio di essere in gita con uno che mi piace ma forse no.

L'estate da liceale impegnata, passata a cantare "Il mio nome e' mai piu'" (2000) e a chiedermi se le 10.000 lire donate per il singolo porteranno a qualcosa.

La mattina del mio 18esimo compleanno, mentre mi ascolto "Chissa se stai dormendo" (2002), la canzone che avrei voluto il mio lui mi dedicasse e la piccola delusione perche non lo fece e perche quel lui non era il lui che avrebbe dovuto essermi accanto quel giorno.

La scrivani di pisa invasa da tazzine da caffe e gli appunti di Teoria dei Sistemi, mentre la radio passa "Mi fido di te" (2005) ogni 30 minuti, happy di essere li in quel preciso momento perche sono tutto cio che voglio essere.

Un salto un po di anni in avanti, la mia auto rossa verso Bonn per uno dei primi appuntamenti, cantando "Sound of Sunshine" (2011), stomaco farfallante e odore di estate.


E ho solo ascoltato un terzo del CD.
Se continua cosi, potrebbe ridurmi ad un emotional wreck!

Immagine tratta dal sito ufficiale solelunashop.it




martedì 27 novembre 2012

Otto il Gatto

Kids, nel giugno 2012 io e K. adottammo 2 gattini randagini (cit. incipit del tv show How I Met Your Mother).

I due  furono chiamati Otto e Findus.
Otto e' un gattone rosso rosso con gli occhi gialli, battezzato cosi perche io da sempre volevo chiamare un animale con uno di quei nomi tedeschi cliche in italia (tipo Fritz, o Felix o Hans..)
Findus e' un gatto snello, striato grigio con le zampine bianche, che ha iniziato a fare le fuse nel momento in cui siamo entrati nella stanza che lo ospitava. Non avevamo intenzione di adottare anche lui, volevamo un gatto rosso (che razzisti), ma alla fine le fusa e gli occhioni tipo gatto di Schrek ci hanno convinti. E' stato chiamato Findus perche in tedesco significa trovatello, e lui poverino e' stato trovato unico superstite dopo che un cane uccise madre e fratelli.

Otto e Findus sono fratelli, cresciuti insieme fin dalla loro prima settimana di vita.
E hanno due personalita molto distinte.


Otto e' stato ribattezzato drama-queen, per la tendenza ai lamenti e ai gesti teatrali. Per esempio, per via di un'unghia incarnita, ha zoppicato vistosamente per tre giorni (smettendo nel momento in cui era richiamato per mangiare). E' un po' l'altro italiano di famiglia.
Findus invece e' uno stoico, che non piange mai- neanche quando si e' ustionato tutte le zampe sulla stufa.

Otto ultimamente ha deciso di fare la pipi ovunque, principalmente quando noi siamo in vista, quasi fosse un gesto sprezzante.
Non si fa in tempo a poggiare due lenzuola sul pavimento prima di portarle alla lavatrice, che lui ci salta sopra e lascia andare il ricordino.

Parlandone oggi col mio capo, mi e' stato detto che Otto e' evidentemente un gatto frustrato.

Ohibo! Sono riuscita a frustrare anche un gatto!
Non ho speranze!

mercoledì 21 novembre 2012

The ideal bookshelf

Leggendo qua e la, ho scoperto questo sito: http://www.idealbookshelf.com e ne sono rimasta molto affascinata.

L'artista ha chiesto a vari personaggi piu o meno famosi in USA, di elencare i loro libri preferiti.
Dopo di che ha trasformato la lista in una serie di dipinti, che raffigurano le copertine dei libri, e li ha raccolti in un libro.
Il servizio e' disponibile per tutti- ovvero si puo inviare la propria lista all'artista che la trasformera in un quadro.

L'idea e' che i nostri libri preferiti dicano molto circa chi siamo e possano fornire insight interessanti circa la nostra personalita'

La trovo un'idea veramente originale, anche perche tocca una delle mie grandi passioni, che e' appunto leggere.

Con un po' di rammarico ho constatato che la libreria di casa mia a Colonia e' molto scarna. In particolare e' costituita da molti libri commerciali e pochi classici. Inoltre, per praticita', ultimamete sto acquistando molto libri in formato e-book.

Tutta un'altra cosa rispetto alla mia libreria ai tempi del Faedo, piena piena di classici acquistati alla Feltrinelli (meta frequente delle mie passeggiate in corso).
Ora quei libri sono rimasti a casa di mia madre e sto valutando l'idea di farmeli spedire, per non perdere la mia collezione.

Ad ogni modo, a parte queste considerazioni, mi ci e' voluto un sacco di tempo per selezioanre i 7  libri che chiederei all'artista di raffigurare. 

Eccoli qui:

- Cent'anni di solitudine di G.G: Marquez (Il mio libro preferito)
- Anna Karenina di L. Tolstoy (Il libro che rileggerei molte volte)
- L'Isola di Arturo di E. Morante (Il libro che ha contribuito a formarmi)
- Harry Potter e il calice di fuoco di J. K. Rowling (Il libro che mi ha tenuta fino alle 3 di notte a leggere per finirlo)
- Le streghe di R. Dahl (Il primo libro che mi ha completamente rapita)
- Il buio oltre la siepe di H. Lee (Il libro che mi ha accompagnata in uno dei miei viaggi importanti)
- Farehneit 451 di R. Bradbury (Il libro che ha sviluppato un po' di senso critico e di ribellione, letto nel fiore dei 16 anni)

Picture from http://www.idealbookshelf.com



mercoledì 14 novembre 2012

28 non sono 30

Allora, in primis ci sono i 14 anni- voluti tantissimo perche portano la liberta di guidare un "motorino" (come ancora lo chiamiamo dalle mie parti, forse riferendosi al compianto CIAO- dicesi scooter in linguaggio corrente).
Poi ovviamente i fantastici 18 anni- non servono spiegazioni
Si prosegue con i 25- il quarto di secolo che fa un po impressione
I big 3.0 - che portano a fare bilanci e sbilanci
e poi con gli 'Anta- che sinceramente non so, forse ancora bilanci e sbilnaci.

28 anni, quelli che ho appena compiuti, si direbbero insignificanti.
Invece no.
28 anni sono 10 anni tondi tondi dai 18.
E, pensandoci bene, sono i 10 anni PIU importanti ever.

Ricapitoliamo le imprese che ho realizzato dal 2002 ad oggi:
- La patente e la vera indipendenza 
- un esame di maturita, quello che nonostante tutto cio che viene dopo, verra ricordato com l'ESAME per eccelenza per secoli e secoli.
- iscrizione a Ingegneria, piccolo particolare che condiziona tutto quello che viene dopo
- trasferimento a Pisa
- viaggi su viaggi, lunghi, belli, senza ferie da prendere- dall'Australia a New York, passando per Parigi, Londra e summer schools molto school e poco summer
- 40 giorni di vita da college americano, come si vede nei films
- 30 + esami
- una laurea triennale, una specialistica e una licenza da scuola di eccellenza che non so come classificare
- trasferimento in un dormitorio di geni/sfigati
- scelta dell'azienda in cui iniziare a lavorare, e in un successivo momento del ruolo da volere assumere
- trasferimento in un posto sperduto che in realta geograficamente si trova alle porti di Roma
- trasferimento in Germania non sapendo una parola di tedesco
- viaggi su viaggi, meno lunghi ma piu facili perche pagati di tasca propria
- Tanti amici di tante nazionalita, alcuni andati, alcuni appena arrivati, con due pilastroni ben saldi
- Passaggio dal modulo 4 al modulo 3+3

e probabilmente molto altro che ora mi sfugge.
Insomma, questi 10 anni sono stati sicuramente molto significativi e hanno gettato le basi per cio che verra dopo, qualunque questo cio sia.

Quindi viva i 28, e le milestones raggiunte fino ad adesso.

3.0- non mi fate paura!


Foto: Mia!



lunedì 17 settembre 2012

Mi Domando

C'e che sono quattro anni, quasi, che sono expat.
C'e che sono quattro anni, quasi, che cerco di descrivere, in primis a me stessa, cosa questo significhi.
E le parole sono li che girano nel mio cervello, mi arrivano sulla punta della lingua, ne capisco il significato ma non riesco ad afferrarle tutte. Ho un'idea, astratta, confusa, che non riesco a buttarla giu nero su bianco, non riesco a dargli una forma.

Smila Blomma un po' c'e riuscita, con il suo post che mi ha fatto venire i brividi. Mentre lo leggevo dicevo "si, si, si, e' vero! Bravissima! tu riesci a dare la forma a quella cosa confusa che ho in testa e cuore!".
Ma non e' tutto li.

Per esempio, ecco, per esempio.
Sono un paio di settimane che colta da mancanza di cultura italiana, mi sono messa a sfogliare la libreria delle fiction disponibili on line su Rai Web (piccola vittoria perche fino a qualche tempo fa, non erano consultabili se non dall'Italia- totale incoerenza!).
Ora, si potrebbe disquisire se le fiction Rai si possano definire "culturali", ad ogni modo stando fuori mancano inaspettatamente anche quelle.

Al momento sto guardando tutte le puntate di "tutti pazzi per amore", apparentemente serie TV di grande successo ai suoi tempi (3 anni fa) che mi ero persa.
Ogni puntata propone delle canzoni nazional-popolari.

Ed eccomi li, nel letto pigiamata, a cantare ogni volta a squarcia gola.
Ad aver quasi le lacrime agli occhi.
A sentire il bisogno di andarmele addirittura a scaricare sull'aifon.

Anche cose pesantissime, e vecchissime, tipo " Tu come Stai " di Baglioni- che l'ascoltava mia mamma nella sua di gioventu'. Cose pesantissime e vecchissime, che fossi in Italia ti direi "ma stai male?" (commento di mia sorella).

Ecco, per esempio, expat e' anche questo. 
E' anche lacrime da canzoni nazional-popolari. 
Perche quando dico che "Ich bin Italienerin" implicitamente dico anche "crescendo queste canzoni mi hanno fatto, mi hanno accompagnata, le so ancora a memoria come fosse ieri, le cantavano forse gia i miei nonni". 
E subito dopo e'  un pensiero nostalgico del tipo "come far capire agli altri  (soprattutto il fidanzato o i figli expat che un giorno forse verranno) che "Ich bin Italienerin" significa tutto questo?
E subito dopo ancora, come fare a far si che le mie radici non scompaiano, scoloriscano, si aggroviglino troppo con quelle teutoniche?

Gioia e dolore.

Vi lascio la perla di Baglioni da ascoltare. Se siete expat, fatemi sapere se anche a voi vengono quasi le lacrime o se sono io ad essere un caso patologico.





giovedì 13 settembre 2012

L'aria di settembre

Oggi il cielo e' grigio e l'aria e' fredda.
Il weekend appena passato mi ha regalato l'ultima gioia, fatta di gonna di jeans, sandali aperti e canottiera.
Oggi sfoggio maglione e camica (che poi pensa te come cambiano le prospettive. Maglione e camicia ai tempi dell'uni mi sembravano la perfetta combinazione, segno di eleganza. Ora mi mette tristezza e cerco di fuggirla il piu possibile)

Ad ogni modo, cieli grigio e aria fredda, dicevamo.
Settembre di solito qui segna l'inizio dell'autunno.
E con l'autunno si principiano tante cose nuove, come se fosse il primo gennaio.

Quest'anno pero non ho alcun nuovo progetto che ho intenzione di cominciare.
Sono tutta presa dal mio ennesimo traslcoco.

Dicono che il trasloco sia una delle cause di maggior stress esistenti.
E quest'anno io, per non farmi mancare nulla, ne ho fatti addirittura due.

Stress misto pero a tanta eccitazione.
Perche questo e' il trasloco verso l'appartamento dei sogni. Quello che ho cercato per molto tempo e in cui mi immaginavo vivere ad un certo punto.
Ampio, luminoso, col giardino e gute geschnittene  - ovvero con spazi ben suddivisi.

Ho definito a acquistato la mia prima cucina, in stile totalmente diverso da quella che avevo sempre immaginato.
Ho dilaniato i miei risparmi per il mio primo vero divano e i miei primi veri mobili- non-ikea (niente in contrario ad Ikea, continua ad essere uno dei miei punti di riferimento, ma il mio vecchio soggiorno era la copia e incolla di tanti altri visti dal vivo e online. Avevo voglia di qualcosa di diverso, piu personale).
Sto impazzendo nel capire che stile voglio dare all'ingresso, stanza che in italia non ha molta personalita' mentre qui in germania e' fondamentale.
E sto cercando di frenarmi per non compare tutto subito, ma aspettare, scegliere le lampade e gli oggetti con cura, con un loro perche.

Ci sono ancora mille mila cose da fare e trasportare, scegliere e calibrare.... ma quell'appartamento e' la' che mi aspetta.

E ora che ci penso bene, in effetti, e' autunno e sto per iniziare forse uno dei miei piu grandi progetti ever.
:)

giovedì 5 luglio 2012

Domani voglio stare a casa

Avete in mente come ci si sentiva verso il 30 maggio, quando proprio non se ne aveva piu di andare a scuola?
E si prendeva lo studio con piu flemma e disperazione del solito?

Mi sento cosi.
Non ho voglia di fare una mazza.
Dopo il rush finale di Giugno ho bisogno di vacanza.

E allora il tra poco torniamo a Casa, per giorni di Lauree, feste e un po di lavoro easy in mutande sul bancone della cucina.

Incredibile quanto abbia dato, per anni, per scontato avere il mare a due minuti di vespa.
Finivo gli esami a Luglio e invece di godermi quel mese pieno di estate, lusso non concesso a tutti, io fuggivo via: Australia invernale, Londra, Urbana, ancora Londra, Francoforte.

Adesso darei qualunque cose per un insalatina al barrino del Margot, seguita da una di quelle belle nuotate, profumate di crema abbronzante.

Ecco, se mai avro figli, impediro loro di fare le cazzate che ho fatto io.
E il giorno che mi verranno a dire che si annoiano al mare, li cazziero con uno di quegli anatemi con tanto di dito alzato in aria "verra' il giorno che rimpiangerai queste parole!"




mercoledì 20 giugno 2012

Amore Rinnovato

Io Pisa la Amo. La Amo proprio visceralmente.

Fin da quando arrivo in treno- quelle poche volte che ci arrivo in treno- io sento che sto andando a Casa (una delle tante che ho). E sono investita da una miriade di flashback che mi fanno male gli occhi.

Mi rivedo 19enne con la valiga verde, che prende il 13 che fa tutto il girino sul lungarno.
Inebriata e ubriaca della nuova liberta, del farmi la spesa da sola, scegliere il prosciutto con meno grasso, andare a dormire quando voglio, non rifare il letto, accumulare tazzine di caffe sulla scrivania.

Ed eccomi li, seduta al Polo Nuovo appena aperto per noi, tutta presa dalle lezioni che addirittura le registravo. E poi al bar o alla mensa, sempre circondata da gente nuova, esotica, perche non e' di Carrara ma viene fino pensa te dalla Calabria.

Seduta a quella scrivania grande, grondante di sudore come solo a Pisa si puo sudare, con liste degli esami e delle back-up solutions (ecco l'inizio del mio essere un project manager) appese allo specchio e la pasta al pesto con i pomodorini sul terrazzo dove si fanno le confidenze che solo a e me e a nessun altro mai.

Non c'e internet ne' telefono e il cellulare rimane sempre senza ricarica, le mail le controllo all'internet point o quando torno a casa al venerdi.

I risultati degli esami vengono appesi in bacheca e le attese sono snervanti. Il libretto si riempie piano piano e si firmano ancora gli statini di carta.

L'aperitivo si puo fare solo in via del corso in un postaccio, e se non si sta a casa dell'uno o dell'altro, non c'e molto da fare se  non studiare studiare studiare. Nessuna movida, nessun posto figo.

Stesa sull'erba di Piazza dei Miracoli al solo dell'Una, a fare a patti con quel senso di colpa del dovrei essere a studiare adesso ma posso rimandare altri cinque minuti.

Inutile, quelli sono gli anni migliori della nostra vita.
E Pisa sara sempre Casa. Anche tra 30 anni.

martedì 29 maggio 2012

Uno di quei momenti che

..a lavoro c'e da impazzi' perdavvero.
Tutte le calamities ci stanno capitando a noi.
Tutte le possibili sfighe ci stanndo cadendo sulla testa.
E' come avanzare nel pantano.
Ogni giorno mi alzo sapendo che sara una giornata campale. Dalla quale usciro con matita nera colata (va beh non e' una novita), capelli sfatti e guance rosse naturali che il fard posso anche non mettermelo la mattina. Per arrivare a casa e accasciarmi sul divano, quasi incapace di mettere insieme un qualsiasi piano, anche la cena per esempio.

Ogni giorno, da quasi un mesetto.

Tutti a dirmi che questi periodi servono a crescere, a farsi la thick skin.
E quindi va bene, andiamo avanti, continuiamo nel pantano.

Per fortuna che la mia vita privata riequilibria la situazione.
Che averci amiche come C. che ti organizzano uno di quei weekend molto packed e molto intense, con change over time di 3 minuti a volta e vagabondaggi per piu di 6 ore in London, e' una vera fortuna.
E averci un coinquilino-non-coninquilino, che pensa a tutto lui e tutte le mattine ti prepara il caffettino al volo e' un'altra vera fortuna.

Quindi ok- "i greet my teeth and I show real determination. I will have a chance" (cit. Charlie Brown)

Foto: Mia!

giovedì 10 maggio 2012

Uguale e Diversa

1 Maggio 2006

Giornata passata tra il vaticano e il circo massimo. Napa Pijri inseparabile sulle mie spalle. Occhiali neri appena comprati, montatura larga sui lati che non mi si vedono gli occhi.
C. V. e G. si godono una Roma primaverile in tranquillita, tra una telefonata e l'altra con i loro nuovi fidanzati. Mentre io, il mio fidanzato storico, lo sentivo a malapena (e un certo pensiero iniziava a farsi strada).
Dopo essere tornate a cambiarci nella bellissima villa di A. Poerio, aver preso il 75 e cambiato su trastevere con l'8- routine che avevo imparato ormai a memoria durante le varie visite allo zio G- arriviamo al concerto. Ed e' bellissimo esserci, li nel mezzo, mangiare il panino con la porchetta e urlare a squarciagola. "tra nuvole e lenzuola", la canzone preferita di quel maggio.
A mezzanotte ci incamminiamo verso largo torre argentina, ma l'8 sembra non passare mai e allora chiediamo ad un taxista quanto sarebbe per arrivare fino ad A. Poerio.
"10€". "in totale?" "no, a gamba! Eccerto che e' in totale".
Ci guardiamo e decidiamo, che si, 10€ ce li possiamo anche permettere in 4 per poter tornare a casa.
Il giorno dopo torniamo a Pisa e inizia il periodo piu intenso e piu bello di sempre, tra il librone nero di qualita, gli appunti ben scritti di Tecnologia Meccanica e una tesi che ormai e' finita.
Una sola incertezza, ma non sul futuro (Pisa e' e Pisa sarebbe stata per ancora un po').
Voglia di America gia bella presente e voglia di Estate libera da pensieri.


1 Maggio 2012

Giornata di pioggia e nuvoloni. Borsa comoda e borghese. Occhiali neri appena comprati, montatura grossa anni 70, che gli occhi sembrano un po fanali.
7 persone, 7 nazionalita diverse. Ci godiamo tutti una Roma in fiore, con cartine alla mano e guide in inglese.
Villa borghese, Piazza del Popolo, un po di shopping compulsivo e po via, perdendosi tra le varie strade e i vari ponti, fino ad arrivare alle terme di Caracalla. Guidare uno scooter non ha mai dato cosi tanta gioia.
Doccia veloce nell'ostello puzzolente e poi in marcia verso piazza San Giovanni. L'aria si e' fatta primaverile e il tempo e' finalmente cambiato.
Cerchiamo un bancomat per ritirare un po di soldi- quanti non importa, siamo in vacanza- e ci prendiamo dei panini al volo. E poi concerto, con calma, in lontanaza, tanto per ascoltare un po di musica.
Cerco di tradurre i vari discorsi/invettive che salgono dal palco- non e' facile far capire cosa vogliono dire quando ironizzano sulla chiesa o sui nostri politici.
Arriva Caparezza e mi fa sentire di nuovo italiana al 100%, anche se non lo ascolto mai, anche se non e' uno dei miei cantanti- ma la piazza in festa, quella si che fa parte di dove vengo io. E Dio sa quanto ho voglia di sentirmi cosi.
Un paio d'ore e rientriamo in ostello, male alla schiena e stanchezza. Sulle spalle stress da lavoro e incubi fatti di fogli excel.
Il giorno dopo e' ancora roma. Poi si torna in terra teutonica, in un appartamento che non e' solo una stanza, e con un coinquilino che non e' un coinquilino.
Qualche incertezza, questa volta riguardante il futuro. Germania e', ma sara' ancora per un bel po'?
Voglia di America e di un' Estate senza pensieri (che pero' non ci sara').


6 anni. Un niente e un abisso. Incredibilmente ancora uguale, incredibilmente tanto diversa.

Certi posti in certi determinati periodi portano a galla queste verita che spesso si nascondono agli occhi.


mercoledì 18 aprile 2012

Vita longa est...

... si uti scias.
Chissa perche di tutto quello che ho studiato al Liceo, questa e' una delle frasi che mi e' rimasta piu' impressa.
La vita e' lunga se la si sa usare bene.
Ecco, mio caro Seneca, a riguardo io non sto andando molto bene.
Il tempo passa e boh, non concludo molto. A parte quel 90% di roba mia che dal luogo x si e' faticosamente spostata al luogo y.

Uno dei modi che ho per ricordare a me stessa che cosa ho combinato ultimamente, e' sfogliare l'album delle foto del mio Aifon.
E quindi, nell'ordine:
- questo adorabile piccolo gatto nero, che non si sa se e' uno Schnitzelino anche detto Lino o una Gertrud anche detta Trudy, mi aspetta casa per essere poi espatriato amorevolmente in terre teutoniche.

Foto della mia sorella

- ho acquistato la mia prima auto. Auto tedesca, con targa tedesca (purtroppo- d'ora in poi mi tocchera pagare le multe!). Segno che forse mi sto davvero sistemando. Paura.

foto dal sito

- il rossetto esemplarmente mostrato nella foto sottostante (-.-) e' entrato a far parte della mia collezione Chanel, per amore della mia donna delle pulizie che impazzisce a pulire la mensola del bagno. Speriamo che questo fuchsia (Jalousie, della collezione Les Roses Ultimes, for your info) inizi ad abbinarsi ad un buon sole primaverile, perche al momento non se ne puo piu del grigiume di ogni giorno.

foto ovviamente mia,

- mia madre ha ritrovato questa vecchia foto. Siamo io e mia cugina (che tra l'altro tra 10 giorni si sposa. Impressionante). Probabilmente risale all'89. Ed e' chiaro segno che l'espressione da idiota con la bocca aperta davanti alla tv, tanto amata da N. e K., e' qualcosa che mi distingue fin dalla tenera eta'.

foto di qualcuno appartenente alla mia famiglia

- Sono stata a Ginevra per lavoro e all'aereoporto ho trovato questa bella installazione. E' l'intero footage (che non sono riuscita a prendere completamente con la fotocamera) del bacio tra Elsa e Rick, dal film Casablanca. Come sicuramente sapete (!), Casablanca e' uno dei miei film preferitissimi. L'ho trovata un'idea geniale per un aereoporto: il primo e ultimo bacio tra i due, prima che Elsa prenda l'aereo per andarsene per sempre..suggestivo. A parte questo, Ginevra non mi e' piaciuta per nulla e le parole del mio prof, risalenti al 1997,  "Guardate come e' tutto pulito, in Isvizzera" proprio non hanno trovato alcun riscontro.

Foto mia!


Bene, direi che per il momento e' tutto.

Le prossime due settimane saranno piene di viaggetti e viaggioni, questa volta di piacere. E non vedo l'ora.

mercoledì 4 aprile 2012

Una delle leggi piu vecchie del mondo

Dicevo tempo fa che le fissazioni momentanee, cosi come sono arrivate inaspettate, dopo un certo periodo se ne vanno senza neanche lasciare traccia. Ti svegli una mattina, e basta, non ci pensi piu. Anzi, ti dai della scema da sola e ti chiedi "ma veramente?" con una gran punta di vergogna.

Eppure, sebbene le fissazioni se ne vadano, se poi queste ritornano per rivangare il passato o per cercare di indorarlo ("certo che sono stato uno scemo..", "mi capitasse addesso di poter uscire con te..", "ma come mai non e' andata tra noi..") eccola li che spunta la nostra indole di donna.

Donna alla quale piace essere corteggiata, anche se il corteggiante e' quel deficiente che ci hai messo su un crocione sul diario e ti sei ripromessa basta basta basta.

Una delle leggi piu vecchie del mondo quindi e' che tutti tornano, prima o poi. E quando torneranno, noi ne gioiremo, nonostante siano passati decenni. E a tale gioia ne seguira una ancora piu grande, derivata dal paragone tra colui il quale fu e colui il quale e' - che nel 99,9999% dei casi e' piu' figo, piu' intelligente, piu' fatto apposta per te, piu' romantico, piu' piu' piu'.

Del resto, lo dice anche Adele (canticchio sta canzone da mesi, con parole strascicate in inglese. E poi toh, un girono, ne realizzo il significato e mi faccio un bel trip mentale come questo).

"I thought I told you, he'd be home soon
Couldn't help myself, you're too good to be true.
I fall short each time,
Every time he ain't here
You and your charm creep closer
Closer in here



[..]


But I found a boy who I love more,
Than I ever did you before,
So stand beside the river I cried,
And lay yourself down.
Look how you want me now that I don't need you."






mercoledì 21 marzo 2012

giornata pof

Oggi e' una di quelle giornate pof.
Iniziata pof dal momento che ho scelto una combinazione di abiti poco comoda e poco consona alla nuova stagione.
Che le camicie che mi fanno sentire scoperta non mi piacciono. e i pantaloni che tirano sulle ginocchia ancora di meno. E le scarpe che mi fanno callo.

E adesso me ne vado a casa, dopo una giornata di lavoro pof- scritto qualcosa, concluso poco, ascoltato molto.

Speriamo che la primavera, il solicchio, la passeggiata che mi aspetta, il balcone con il mio succo di pomodoro (si, bevo succo di pomodoro), il divano, how i met your mother + new girl + white collar risollevi il tutto.

Pof. 

martedì 20 marzo 2012

Forse e' meglio

Va bene va bene. Gli ultimi post magari sono stati un po' Emo o un po' nostalgici, come mi hanno fatto notare.
Voltiamo pagina e parliamo di altro.

Per esempio del fatto che finalmente ho smesso la sciarpa di lana. Che non e' poco.
O del fatto che continuo a sfondarmi (letteralmente) la schiena a Zumba e ormai ho imparato i passettini di salsa a memoria- roba che se andassi a ballare con mia nonna, la renderei molto fiera di me.
Oppure del fatto che oggi, presa da un raptus momentaneo, ho detto si a una collega che organizza dragon boat racing (alla peggio, se non riesco a vogare, mi mettero a percuotere il tamburo per dare il ritmo).
Per chi non avesse idea di cosa sia una dragon boat.Foto presa da google. 

O magari del fatto che finalmente la borsa gialla e lo smalto arancio comprati un po prematuramente si intonano bene con l'umore collettivo.

E perche' non dire anche che domenica parto per una settimana al sole del Cairo per uno di quei meeting un po' business un po' no, che ti portano anche a visitare le piramidi.
E infine parliamo anche del fatto che sto seriamente considerando di adottare due bei gattoni Main Coon- e la cosa mi riempie di gioia nonostante tutti mi dicano che un segno prematuro della voglia di maternita' ( no no no, niente voglie, solo gatti!).


Ecco finito un post positivo.
E in effetti mi sento meglio.

lunedì 19 marzo 2012

Da zero a dieci

Io non ho avuto una classe al liceo del tipo noi-amici-per-sempre. Ci si e' sempre odiati molto e amati un pochino. 
Ad oggi continuo a parlare sporadicamente con questo o quello, ma niente di che. Certo, i ricordi ci sono sempre e fanno sempre ridere o ancora vergognare. Ma i rapporti sono rimasti flebili- del resto lo erano gia allora.

Ho avuto un gruppo all'universita' che e' stata una gioia. Esami insieme, maratone, vicini di banco praticamente per 5 anni filati. Stupendo. E poi, pero' anche in questo caso i rapporti sono rimasti flebili. Certo, fa piacere informarsi ogni tanto su che fa/dove sta/come se la cava questo o quello. E certo, e' veramente bello ritrovarsi con loro che ci sono state in quegli anni, di tanto in tanto. Ma non da sentirmi amata e capita e conosciuta al 100%.

Tocco questo argomento perche Facebook me lo ha portato a galla. Con quella fittina che mi e' sembrata sconosciuta ma solo per un attimo- perche' in realta' e' mia compagna da sempre.

Finira' cosi' anche con i miei friendleagues? Anni di storie, happyness, malinconia, lotta quotidiana in un paese a volte molto ostile, scoperte tutte comuni e poi via, basta, rapporti flebili che col tempo tenderanno a zero?

Questo pensiero mi mette tristezza.

E poi ci sono loro, quei due con cui quest'anno fanno dieci anni tondi. Quei 10 anni che  "mi sembravano due settimane" e che mi fanno sentire di avere delle radici nel mondo. Mi fanno sentire amata, capita e conosciuta anche se le storie, le lotte, le felicita e le tristezze non sono state vissute insieme giorno dopo giorno.

Quindi forse questo e' il segreto. Tante persone da conoscere, con cui interfacciarsi per un periodo di tempo, e alcune, poche, le dita della mano, da portarsi dietro per tutta la vita?

Me lo auguro. Ma continuo ad essere un po' triste. 

venerdì 24 febbraio 2012

12

Mi e' piaciuta l'idea di machedavvero ripresa anche da piperpenny di scrivere un dialogo con la te di quando avevi 12 anni.

Ci ho pensato un po' e sono convinta che queste sarebbero le cose che mi direbbe:

- Non hai fatto il Liceo Classico?! Sei andata allo Scientifico e per di piu curriculum matematico/fisico?
- Non sei un avvocato?! Un ingegnere... tu?!
- Vivi all'estero?!
- Non indossi tacchi alti e gonne strette per andare a lavoro?
- I tuoi capelli sono ancora castani e lisci? E la permanente che ti volevi fare?
- Non ti sei ancora sposata?! Ma non era il 2010 l'anno target (altro che anno target...il 20120 e' stato ben altro)
- Hai dei migliori amici che ti fanno sentire speciale no matter what?!
- Hai avuto N fidanzati e non un piccolo grande amore come mamma e babbo?!
- Non hai un ufficio tutto tuo all'ultimo piano di un grattacielo?!
- Non sei andata a studiare in una scuola americana al liceo, ne hai fatto il college a Berkley?!
- Non suoni piu il pianoforte?! Ma stai scherzando?! E non scii nemmeno piu!?
- Sai fare la maglia senza buchi grossi come case, ma precisa precisa?!
- Mica sei tanto longillinea come ti immaginavi... quei chiletti in piu non sono spariti crescendo...
- E quelle tette!? cosa direbbe Corsini a vederle?!

Poi mi direbbe che ho viaggiato tanto e quanto si aspettava, sarebbe felice che sono effettivamente andata in Australia e che ho visto un college da vicino (anche se solo per 6 settimane). Si rallegrerebbe che tutte quelle ore di inglese dalla Jean sono servite e non si stupirebbe del 100/100 alla maturita o del 110eLode (che secchiona una ci nasce). Non si meraviglierebbe dei fiumi di lacrime che ho versato ne del mio essere sempre e per sempre una brontolona di prima classe. Infine, sarebbe contenta di sapere che, crescendo, quel senso di solitudine piu' va che viene e la serenita' si riesce ad aggrappare per davvero- anche se per periodo sempre troppo brevi.

E poi penso, con tristezza, che mai e poi mai e poi mai mai mai la  me 12enne si sarebbe aspettata di trovare uno stato delle cose cosi diverso, alterato, sconquassato e ancora dolorante.

Alla fine dei conti, penso che sarebbe contenta di me.  Ed e' una bella sensazione.

giovedì 23 febbraio 2012

Settling down

I capi super capi sono davvero tipi interessanti.
Cambiano idea ogni di' e giocano con il tuo destino come fosse una partitella a briscola.

Circa un anno fa, durante un semplice pranzo, mi fu consigliato di prendere *fortemente* in considerazione l'ipotesi di trasferirmi nel 2013 per almeno due annetti un un paese esotico, molto sabbioso (e anche molto in rivolta), e lavorare la'. "Opportunita perfetta, poi avresti meno di 30 anni, non avresti ancora famiglia, saresti piu flexible, ma vuoi mettere una donna che va a vivere in un Paese cosi, che soddisfazioni, che crescita, che sfide" etc etc.
E io che, una volta valicate le alpi ormai mi potete mandare un po' dappertutto, riposi "beh certo si, ovviamente, sarebbe fantastico, opportunita perfetta...allora inizio gia a prepararmi mentalmente eh!". Con conseguenti gridi di gioia del padre e lacrime gia versate della madre.

Due giorni fa, durante un altro semplice pranzo con la capa dei capi, dico "allora via, metto per iscritto che voglio andare, sono flessibile  che piu flessibile non si puo, mandatemi pure, insomma sono pronta eh". E mi sento rispondere: "siiii, bene, perfetto, PERO sai, ci sono tante ottime opportunita anche qui, non e' che devi per forza andare via. considera che il tipo di ruolo e' piu importante della locations. non hai nessuno fretta. puoi rimandare".

E qui si insinua il sospetto che, contrariamente a quei piani fatti su un pezzo di carta in cucina a Pomezia, altro che 4 anni in Germania e poi via da qualche altra parte- e' piu' che possibile, direi ormai quasi certo, che la mia vita teutonica si prolunghi per un altro po'.

La domanda sorge spontanea: ma quindi mi sto "sistemando"?
E sebbene adori questi posti e sia un po il sogno di tutta la generation Y di smettere di vivere nell'incertezza e trovare un posto- stabile- nel mondo, un piccolo senso di delusione mi pervade.

Quindi da una parte penso a comprare mobili non-ikea, allargarmi in un appartamento piu grande, prendere un gatto, cambiare auto, appropriarmi di un servizio di piatti che non sia fatto di 5 scodelle di 6 colori diversi (tutte cose che nella mia testa vanno di pari passo col sistemarsi) e dall'altra guardo alle valigie e agli scatoloni di cartone (che inspiegabilmente ho ancora in casa dal mio trasferimento) e sospiro un po.

Mai contenta, io. Mai.



mercoledì 15 febbraio 2012

Donna (e) Ingegnere

Non mi sono mai sentita di far parte di una minoranza durante l'universita'.
Ing. Gestionale e' uno di quei corsi di laurea a cui si iscrivono 50% donne e 50% uomini, lontani anni luce dalle numero 3 ragazze VS 160 ragazzi di ing. meccanica.
E anche dove lavoro adesso,siamo in tante.

Oggi pero' abbiamo scattato una foto ricordo al termine del Face2Face. Unica donna nella foto. Me ne accorgo e tutto di un tratto mi stupisco. Ripenso alla business lounge a cui ho avuto accesso per la prima volta nella mia vita domenica scorsa, alle 5 donne in completo cazzuto e tacco 12 mentre il resto della sala era occupato da uomini persi sui loro Ipad.

E mi rendo conto che forse invece faccio davvero parte di una minoranza. Nel 2012. Ancora.
Soprattutto se prendo in considerazione il mio settore- che e' strettamente tecnico.
Fa tristezza. Ma  personalmente mi riempie anche di orgoglio.  Perche' non mi rappresenta un problema, non mi faccio sopraffare e vado dritta per la mia strada.

Inutile parlare di parificazione- uomo e donna sono diversi, nella vita privata e anche in quella lavorativa.
Skills e capacita differenti, modi di reagire ai problemi a volte talmente opposti da rimanere vicevolmente allibiti, emozioni messe in gioco oppure no.
E una donna, almeno nel mio settore, deve avere uno stomaco piu che di ferro per riuscire a sopravvivere. Per ricacciare indietro le lacrime e portarsele in bagno quando uno dei colleghi ti ha appena urlato addosso (e rifarsi il trucco veloce che non sia mai che se ne accorgano),  per trovare la forza di uscire dal letto durante *quei* giorni quando senti che anche il tuo cervello se ne scivola via, per convincere l'operaio con esperienza ventennale che si, anche tu dalla scarpettina figa e il mascara allungaciglia, sai di cosa stai parlando. E per, un giorno futuro, fare a patti con la voglia di fare la mamma a tempo pieno, il senso di colpa e il tailleur sulla sedia.

Uomini cari, come vi e' facile la vita. Ma non farei mai a cambio. Mai.

mercoledì 8 febbraio 2012

Differenze basilari

Ricevo su whatsapp una foto di un piatto di pasta condito con il sughetto alle carote (che proprio mi riesce bene, ndr). La foto viene accompagnata dal seguente messaggio: "nomnom".

Mi ci sono voluti 34 minuti e 20 secondi per capire che era il corrispondente del nostro "gnamgnam".

Uno non ci pensa che anche i suoni onomatopeici cambiano un sacco tra Paese e Paese.
Provate un po' a chiedere a un turco, un tedesco, un thailandese e un polacco come fa una pecora- sentirete cose che voi umani....

martedì 7 febbraio 2012

Ero davvero io?

Ieri ho condotto un gruppetto di tech eng a Kronberg, vicino Francoforte, per visitare il sito della Braun e imparare qualcosa su un tipo di produzione totalmente diverso da quello a cui siamo abituati.
Molto nerd, ma devo dire che l'ing. gestionale che e' in me, anche se ultimamente seppellita sotto tonnelate di excel e forecasts, e' particolarmente felice quando si fanno queste gite tecniche.

Al di la' di Kronberg, cio' che mi ha stupito molto e' stato attraversare quelle zone della periferia di Francoforte che sono state quasi casa per due anni e piu'. Riconoscere le strade che ormai sapevo a memoria e rivedere il grande centro commerciale dove ho fatto shopping tantissime volte.
E NON sentire mio niente di tutto questo.

Eppure sono stati due anni e piu'. Eppure sono stati proprio quei luoghi che mi hanno fatto innamorare della Germania l'estate prima della Laurea. Eppure ero io.

O forse no. Perche' se tutto mi sembra estraneo, se ripensare a quel tempo mi lascia distante, se a riguardare certe foto non mi riconosco neanche, un motivo ci sara'?

Forse quei periodi in cui non si e' ne carne ne pesce, come quei due anni e piu sospesi tra la fine dell'era studentesca e l'inizio di quella professionale, ti si attaccano meno addosso?
Forse quando diventi piu' carne o piu' pesce la vita si innesta meglio, piu' a fondo nelle vene?

E ancora una volta mi rispondo con un bah.

venerdì 27 gennaio 2012

Bamboccioni perdono il pelo ma non il vizio!

Diceva la mia best C. che per un Expat prendere aerei per spostarsi da uno Stato all'altro diventa una cosa super normale-tipo prendere il treno per andare a Pisa ai tempi andati, per intenderci.

È proprio così. Ho una media di un volo al mese e ormai sono diventata come George in Up in the Air. Una professionista del controllo bagaglio, soprattutto ryanair ( e questa non è una skill da poco! )
E da dove vi sto scrivendo al momento? Ma da un aeroporto, ovviamente!

Torno a casa per il weekend.
Inizio a rendermi conto che nonostante siano già tre anni che vivo in terre teutoniche, continuo a tornare in Italia ogni mese e mezzo, massimo due.

Un po' patetico.
Non sarebbe il momento di tagliare il cordone ombelicale?
Anche perché ormai gli amici, i bests, hanno smesso di chiedermi quando tornerò e si sono abituati all'idea di avermi lontana.
Inoltre la mia deutsch-vita è veramente stabile- ovvero mi ci sento comoda comoda e mi ci sento Io.

Eppure non ce la faccio.
Invento scuse tipo "i miei nonni non esisteranno per sempre" oppure "è la famiglia che mi reclama", ma in realtà sono io che voglio tornare così spesso.

Senza contare che i capelli me
li taglio solo da R., il ragù è solo quello di mamma e le scarpe
le compro esclusivamente nel solito negozio da 10 anni...

Quindi il verdetto è uno solo: expat si, ma bambocciona-inside-forever! :)


giovedì 12 gennaio 2012

What I am obsessed with- Mid January edition


Si sa che i saldi sono ispiranti.
Io non sono proprio una shop-a-holic. Non mi piace stare in giro per negozi mille mila ore per scovare cose interessanti. Mi defineri di piu' una internet shopper- mi sfoglio tantissimi cataloghi on line e se poi qualcosa mi piace o la compro direttamente oppure vado a cercarla in un negozio non virtuale.
E ultimamente ho comprato parecchio, complice anche il viaggio a NYC per natale e capodanno.

Ho deciso di iniziare a postare le mie ossessioni del momento, mese per mese. Magari servira come auto-terapia per limitare le spese? Ne dubito, ma provarci non costa nulla.

Quindi...What am I obsessed with in mid january 2012?

L'orologio vintage della Casio. Mi e' stato regalato . Mi piace il bip che fa ad ogni ora!




Il Braccialetto rigido di Sal y Limon, ispirato dai posts di piperpennys.blogspot.com


Il porta orecchini in ferro battuto. Avevo bisogno di eliminare i molteplici portagioie e fare un po' d'ordine.



Le mie tazzine di design comprate al MoMA. Ora bisogna solo trovare una buona macchinetta per l'espresso !




Ok non e' una cosa che ho comprato ma questa foto mi piace da morire! Brookyling Bridge, tempaccio e sisterhood!




...e questo e' tutto per questo mese!