mercoledì 20 giugno 2012

Amore Rinnovato

Io Pisa la Amo. La Amo proprio visceralmente.

Fin da quando arrivo in treno- quelle poche volte che ci arrivo in treno- io sento che sto andando a Casa (una delle tante che ho). E sono investita da una miriade di flashback che mi fanno male gli occhi.

Mi rivedo 19enne con la valiga verde, che prende il 13 che fa tutto il girino sul lungarno.
Inebriata e ubriaca della nuova liberta, del farmi la spesa da sola, scegliere il prosciutto con meno grasso, andare a dormire quando voglio, non rifare il letto, accumulare tazzine di caffe sulla scrivania.

Ed eccomi li, seduta al Polo Nuovo appena aperto per noi, tutta presa dalle lezioni che addirittura le registravo. E poi al bar o alla mensa, sempre circondata da gente nuova, esotica, perche non e' di Carrara ma viene fino pensa te dalla Calabria.

Seduta a quella scrivania grande, grondante di sudore come solo a Pisa si puo sudare, con liste degli esami e delle back-up solutions (ecco l'inizio del mio essere un project manager) appese allo specchio e la pasta al pesto con i pomodorini sul terrazzo dove si fanno le confidenze che solo a e me e a nessun altro mai.

Non c'e internet ne' telefono e il cellulare rimane sempre senza ricarica, le mail le controllo all'internet point o quando torno a casa al venerdi.

I risultati degli esami vengono appesi in bacheca e le attese sono snervanti. Il libretto si riempie piano piano e si firmano ancora gli statini di carta.

L'aperitivo si puo fare solo in via del corso in un postaccio, e se non si sta a casa dell'uno o dell'altro, non c'e molto da fare se  non studiare studiare studiare. Nessuna movida, nessun posto figo.

Stesa sull'erba di Piazza dei Miracoli al solo dell'Una, a fare a patti con quel senso di colpa del dovrei essere a studiare adesso ma posso rimandare altri cinque minuti.

Inutile, quelli sono gli anni migliori della nostra vita.
E Pisa sara sempre Casa. Anche tra 30 anni.