lunedì 17 settembre 2012

Mi Domando

C'e che sono quattro anni, quasi, che sono expat.
C'e che sono quattro anni, quasi, che cerco di descrivere, in primis a me stessa, cosa questo significhi.
E le parole sono li che girano nel mio cervello, mi arrivano sulla punta della lingua, ne capisco il significato ma non riesco ad afferrarle tutte. Ho un'idea, astratta, confusa, che non riesco a buttarla giu nero su bianco, non riesco a dargli una forma.

Smila Blomma un po' c'e riuscita, con il suo post che mi ha fatto venire i brividi. Mentre lo leggevo dicevo "si, si, si, e' vero! Bravissima! tu riesci a dare la forma a quella cosa confusa che ho in testa e cuore!".
Ma non e' tutto li.

Per esempio, ecco, per esempio.
Sono un paio di settimane che colta da mancanza di cultura italiana, mi sono messa a sfogliare la libreria delle fiction disponibili on line su Rai Web (piccola vittoria perche fino a qualche tempo fa, non erano consultabili se non dall'Italia- totale incoerenza!).
Ora, si potrebbe disquisire se le fiction Rai si possano definire "culturali", ad ogni modo stando fuori mancano inaspettatamente anche quelle.

Al momento sto guardando tutte le puntate di "tutti pazzi per amore", apparentemente serie TV di grande successo ai suoi tempi (3 anni fa) che mi ero persa.
Ogni puntata propone delle canzoni nazional-popolari.

Ed eccomi li, nel letto pigiamata, a cantare ogni volta a squarcia gola.
Ad aver quasi le lacrime agli occhi.
A sentire il bisogno di andarmele addirittura a scaricare sull'aifon.

Anche cose pesantissime, e vecchissime, tipo " Tu come Stai " di Baglioni- che l'ascoltava mia mamma nella sua di gioventu'. Cose pesantissime e vecchissime, che fossi in Italia ti direi "ma stai male?" (commento di mia sorella).

Ecco, per esempio, expat e' anche questo. 
E' anche lacrime da canzoni nazional-popolari. 
Perche quando dico che "Ich bin Italienerin" implicitamente dico anche "crescendo queste canzoni mi hanno fatto, mi hanno accompagnata, le so ancora a memoria come fosse ieri, le cantavano forse gia i miei nonni". 
E subito dopo e'  un pensiero nostalgico del tipo "come far capire agli altri  (soprattutto il fidanzato o i figli expat che un giorno forse verranno) che "Ich bin Italienerin" significa tutto questo?
E subito dopo ancora, come fare a far si che le mie radici non scompaiano, scoloriscano, si aggroviglino troppo con quelle teutoniche?

Gioia e dolore.

Vi lascio la perla di Baglioni da ascoltare. Se siete expat, fatemi sapere se anche a voi vengono quasi le lacrime o se sono io ad essere un caso patologico.





giovedì 13 settembre 2012

L'aria di settembre

Oggi il cielo e' grigio e l'aria e' fredda.
Il weekend appena passato mi ha regalato l'ultima gioia, fatta di gonna di jeans, sandali aperti e canottiera.
Oggi sfoggio maglione e camica (che poi pensa te come cambiano le prospettive. Maglione e camicia ai tempi dell'uni mi sembravano la perfetta combinazione, segno di eleganza. Ora mi mette tristezza e cerco di fuggirla il piu possibile)

Ad ogni modo, cieli grigio e aria fredda, dicevamo.
Settembre di solito qui segna l'inizio dell'autunno.
E con l'autunno si principiano tante cose nuove, come se fosse il primo gennaio.

Quest'anno pero non ho alcun nuovo progetto che ho intenzione di cominciare.
Sono tutta presa dal mio ennesimo traslcoco.

Dicono che il trasloco sia una delle cause di maggior stress esistenti.
E quest'anno io, per non farmi mancare nulla, ne ho fatti addirittura due.

Stress misto pero a tanta eccitazione.
Perche questo e' il trasloco verso l'appartamento dei sogni. Quello che ho cercato per molto tempo e in cui mi immaginavo vivere ad un certo punto.
Ampio, luminoso, col giardino e gute geschnittene  - ovvero con spazi ben suddivisi.

Ho definito a acquistato la mia prima cucina, in stile totalmente diverso da quella che avevo sempre immaginato.
Ho dilaniato i miei risparmi per il mio primo vero divano e i miei primi veri mobili- non-ikea (niente in contrario ad Ikea, continua ad essere uno dei miei punti di riferimento, ma il mio vecchio soggiorno era la copia e incolla di tanti altri visti dal vivo e online. Avevo voglia di qualcosa di diverso, piu personale).
Sto impazzendo nel capire che stile voglio dare all'ingresso, stanza che in italia non ha molta personalita' mentre qui in germania e' fondamentale.
E sto cercando di frenarmi per non compare tutto subito, ma aspettare, scegliere le lampade e gli oggetti con cura, con un loro perche.

Ci sono ancora mille mila cose da fare e trasportare, scegliere e calibrare.... ma quell'appartamento e' la' che mi aspetta.

E ora che ci penso bene, in effetti, e' autunno e sto per iniziare forse uno dei miei piu grandi progetti ever.
:)